PILASTRINO. Ci ha veduti.
Andiam da lui, ché aspetta.

CRISAULO. Ben venuto.

PILASTRINO. Ben ti venga, poi c'hai per me mandato perché merendi teco.

CRISAULO. Ascolta, prima, quello che t'ho da dir: poi, se vorrai, potrai mangiare.

PILASTRINO. Oh! Se bevessi prima, t'ascolterei pur troppo volentieri e con pazienza.

CRISAULO. Orsú! Non mel far dire duo volte o tre.

PILASTRINO. Di' presto quel che vuoi.

CRISAULO. Tu ti sei governato in un tal modo di quel tuo tradimento che potresti essern'ancor pentito; e giá, fin ora, saresti forse in man de la giustizia, se non fosse che t'hanno riguardato sol per mio amore. Or lascia andar le ciance e fa' che la sua robba torni a casa. Altrimenti ti dico che 'l maggiore nimico ch'abbi a aver voglio esser io. Ma non penso che manchi.

PILASTRINO. Hai detto assai: ma non t'intendo.

CRISAULO. Ti farò sturare gli orecchi, per mia fé. Dico che omai le tuoi ghiottonarie sono scoperte e che, se tu non rendi a Girifalco la robba sua, ti vo' far pigliar io e darti a l'auditore.