--Prè Letterio!

E seguito dalla mamma andò frettoloso all'uscio per incontrare il nuovo arrivato.

Intanto fuori, nel gran sole che inondava il cortile, il carrozzino erasi fermato e il piccolo Agnul, il ragazzo cui era affidata la cura della stalla, aveva preso per la briglia il cavallo. Un vecchio prete, che era solo nel carrozzino, ne discese un po' lentamente e mosse verso il professore colle braccia aperte.

Si baciarono con affetto; quindi, stretta la mano alla signora ed alla Vige, l'ospite s'avviò alla casa.

--Ma che bella sorpresa, Prè Letterio, che bella sorpresa!

--Non m'aspettavate così presto, è vero?--diceva il prete sedendo nel seggiolone che la Vige aveva rotolato per lui accanto alla tavola.--Eppure sono già sette settimane dal giorno della mia partenza.

--Perchè non scrivermi un rigo del vostro arrivo? Sarei venuto io a Udine per vedervi, Eppoi vi dobbiamo fare un grande rimprovero. Ci avete lasciato per tanto tempo senza vostre notizie....

--Eh! forza maggiore, amici miei; non certo mancanza di volere. Sono settanta suonati e un viaggio così lungo, con tanti pensieri...

--Avete dovuto affaticarvi assai?

--Sì, molto. Ma ne sono contento: ho trovato così buone accoglienze! Però quanto m'è toccato di correre in quella benedetta Roma! Da un ufficio all'altro, da una parte all'altra della città.... Certe distanze! Ma poco monta. La morale è di aver ottenuto quel che speravo.