--È da un anno che predica perchè si vada proprio a questa fiera a comperarle le stoviglie nuove per la credenza.... Una sua fissazione..... Se il tempo si mantenesse bello....

La buona Vige a questo punto sarebbe stata ben lieta di poter mettere a sua volta quattro parolette nel discorso. Ma il professore non gliene lasciò modo:

--Bene, bene, bisogna accontentarla!--disse brevemente, con l'aria di chi comincia già a sentirsi infastidito.

Poi, scambiato un rapido saluto con la moglie, prese posto nel carrozzino e partì.

Durante la giornata Loreta stette a lungo indecisa. Ella pensava che non approfittando di quell'assenza di suo marito, difficilmente le sì sarebbe più offerta occasione di rivedere da sola a solo il Polverari, per potergli dire ciò ch'ella si era risolutamente fissato nell'animo. E ricordando come in presenza di lui si fosse ne' giorni antecedenti fatto cenno della loro andata alla fiera di Moruzzo, giudicò ch'egli, tenuto di ciò memoria, vi si sarebbe certamente recato egli pure. In quel luogo popoloso il loro incontro non poteva destare sospetti ed essi avrebbero avuto adito di parlarsi con tutta facilità anche lungamente, senza correre nessuno de' pericoli, ch'ella ravvisava in ogni altro modo di abboccamento. Le sue esitanze furono con ciò completamente vinte: anzi riconobbe come felicissima la combinazione che le si era presentata. Epperò verso le prime ore del pomeriggio die' ordine al ragazzo di apprestare la carrozza.

Il ragazzo a quell'ordine fe' un salto dalla consolazione. Era una delle sue grandi gioie quando poteva uscire con la signora. E così tutta quella mattina, attendendo ch'ella si decidesse, non aveva fatto che consultare il cielo, nel timore che una grossa nuvola, comparsa improvvisamente ad offuscare il sole, non fosso venuta a rovinargli ogni cosa. Ma questo pericolo per fortuna fu scongiurato e in pochi minuti Agnul si trovò lesto con la carrozza, così azzimato e liscio nel suo abito da festa che la Vige, uscita ad accompagnare la signora, non si tenne dal fargli i suoi complimenti, cui egli--bisogna dire anche questo--mostrò di accettare con molta modestia, ma non certo senza una visibile soddisfazione.

Contento come una pasqua il ragazzo con quattro belle schioccate di frusta mise a buon trotto il cavallino e lungo tutta la strada che da Tricesimo conduce a Moruzzo non lasciò di rivolgere alla signora ad ogni momento qualche domanda, non tanto per tenerla allegra, quanto per ottenerne,--ambiziosetto com'era,--almeno una parola di elogio per la propria abilità di valente auriga.

Loreta però non era in vena di discorrere: di quanto il ragazzo le veniva dicendo pareva accorgersi appena, tanto che l'ottimo Agnul, vedendola così persistentemente seria, finì egli stesso per sentirsi sfumare tutta la sua allegria di poco prima. Faceva egli ancora scoppiettare la sua frusta, ma adesso non era più in segno di letizia, anzi le frustate sul dorso del cavallino eransi fatte così rabbiose, che questo, se avesse potuto, non avrebbe certo mancato di protestare contro la immeritata parte che gli toccava, di servire di sfogo all'altrui malumore.

Poi, dopo circa un'ora di corsa, il tempo s'era venuto peggiorando. Il sole, che dal meriggio in poi aveva lottato vittoriosamente con l'addensarsi delle nubi, ora era sparito sotto un fitto velo di nebbia, che cacciata da un'aria frizzante si stendeva rapidamente pel cielo.

Il bravo Agnul, che come tutta la gente di campagna era pratico di queste sorprese del tempo, cominciò a guardarsi intorno impensierito. Egli sapeva come quel nebbione, che fumava ognora più fosco laggiù dai piedi delle Alpi, era sempre stato foriero di temporali. Ma poichè la signora nulla diceva, egli guardavasi bene dall'essere il primo a parlare. Mentre attraversavano i villaggi la gente guardava con un po' di sorpresa la carrozza dei Sant'Angelo che passava veloce a malgrado della minaccia del tempo. E quando, nel salire l'erta un po' faticosa che costeggia il palazzo Morò-Casabianca, il cavallo rallentò il passo, il fattore Beppo, uscito dal cortile al rumore delle ruote, s'avvicinò alla carrozza, per salutare la signora.