--Guarita!
La vecchierella alzava gli occhi, che più non discernevano, verso il cielo, seria, con un tremito cupo nella voce:
--Guarita!...
E la testa bianca le ricadeva sul petto, gravemente, mentre una lagrima scorreva grossa tra le rughe del suo povero viso.
Perchè, se nella signora Sant'Angelo il male aveva infrante le forze, lo spirito conservava la sua pura e serena limpidezza, interamente. E quelle immagini che già da lungo tempo la assediavano, ora le apparivano dinanzi con più penosa e sinistra evidenza.
Una volta che don Letterio Prandina era venuto da Udine per visitarla,--come del resto negli ultimi tempi faceva con molta frequenza,--la vecchia signora si lasciò andare con lui ad uno slancio di confidenza.
--Vedete, don Letterio, tutti quelli che mi circondano vanno a gara perchè io non possa accorgermi del mio stato.... Io mi sforzo di far credere a tutti ch'essi riescono nel loro intento. Ma non è così. So che i miei giorni sono contati. E attendo senza timori che Dio mi chiami. Ma il mio povero Mattia.... lasciarlo, lasciarlo così!
Don Letterio aveva procurato di consolarla con dolci parole:
--La Provvidenza non abbandona mai i buoni! Anche Mattia troverà un giorno la sua felicità!
--Avete ragione, Prè Letterio: la provvidenza c'è, c'è per tutti. E bisogna sperare. Ah! se io potessi sperare che Loreta resti per sempre accanto al mio figliuolo....