--Se questo sarà il volere di Dio....

Prè Letterio troncò così quel discorso. Egli comprendeva perfettamente quale sentimento di bontà inspirava il voto della signora Sant'Angelo. Era un sentimento a cui egli con tutto il suo cuore applaudiva. Ma da uomo pratico del mondo e della vita una riflessione lo sopraffaceva. Ed era quella della gravità grandissima che quel fatto avrebbe potuto avere nell'esistenza del professore: gravità che quella madre amorosa, sotto l'impulso della sua passione, era ben lunge dal poter misurare.

La signora Sant'Angelo si acquietò alle parole del vecchio amico, limitandosi a commentarle con un lungo sospiro, nel quale ella poneva tutto il fervore della sua anima piena di fede. E per alcuni giorni non toccò più con alcuno quell'argomento.

Ma il suo stato di prostrazione andava aumentando con rapido ed allarmante progresso. Distesa nel suo lettuccio, colle spalle affondate ne' cuscini, rimaneva ormai lunghe ore immobile, cogli occhi chiusi, colle mani piccole e bianche raccolte sullo scarno petto. Loreta le stava accanto continuamente. Mattia, nervoso, col volto pallido, andava e veniva per la stanza, girandosi spesso a sedere in un angolo, donde fissava, cogli occhi ardenti, intensamente, la sua cara ammalata, in una espressione di alto ed appassionato dolore. Quando poi la signora ridestavasi e chiamava, accorreva al suo fianco, tergendosi rapidamente le lagrime; e più di una volta Loreta doveva trattenerlo, perchè nell'impeto suo, non desse a comprendere alla sofferente lo stato di angoscia in cui egli si trovava.

Una sera, che Loreta erasi allontanata per pochi momenti, la signora Chiara aveva voluto accanto a sè il figliuolo. Era una sera triste sul finire dell'ottobre. Sulla campagna piovigginava. E per l'aria, già fredda, veniva lento dalle chiese di Tricesimo e de' villaggi vicini il rintocco delle campane. La vecchia pareva si fosse raccolta ad ascoltare que' suoni, poi quasi improvvisamente aveva chiamato il professore:

--Sei qui? sei qui?

--Sì, mamma, sì.

Ella aveva sorriso. Colle mani tremanti cercò la testa di suo figlio e gli accarezzò i capelli brizzolati, con una lunga carezza, come avrebbe fatto una madre al più tenero fanciulletto.

--Suonano laggiù.... suonano. Per poco ancora li sentirò. Forse domani sarà tutto finito!

--Che dici, mamma!--esclamò il professore con voce soffocata, sforzandosi a celare il suo struggicore.