--Loreta,--egli chiese dopo un istante, lentissimamente,--- e voi.... siete dunque decisa ad abbandonarmi?

--Lo debbo. Voi sapete se lo debbo.

--Si, è vero. Ma almeno, ditemi, non v'addolora affatto di lasciare la mia casa?...

--Se m'addolora, Mattia?... Pensate al bene che ho trovato nella vostra casa! Ero sola, non avevo più nulla; nè una speranza, nè un affetto. Qui ho ritrovato tutto: ho ritrovato la fede e il coraggio, ho compreso che la mia povera vita poteva avere ancora uno scopo. Vostra madre, dopo essere stata il buon angelo della mia salvezza, ha saputo insegnarmi colla parola e coll'esempio la virtù della rassegnazione. Ero felice, mi pareva che non avrei avuto a desiderarmi altro mai più, sentendomi come risorta ad una nuova esistenza così confortata e serena! E mi chiedete se mi addolora di lasciare la vostra casa! Ne escirò, Mattia, perchè così il destino ha voluto, perchè il mio onore me lo impone e la pace nostra lo esige. Ma ne escirò benedicendo la ospitalità che vi trovai, portando con me il più caro ricordo, e serbando nel mio cuore incancellabile e adorata la memoria di vostra madre....

--E dove.... dove andrete?

--Non so. La Provvidenza m'assisterà ancora una volta. Porse Prè Letterio potrà giovarmi con qualche raccomandazione. In caso diverso.... ho il mio diploma di maestra.... Mi riammetteranno forse in qualche scuola.... Mi cercherò un lavoro.... Non si respinge chi chiede di guadagnarsi onestamente la vita.

--E questo destino non v'impaura?

--No.

--Ma sapete, Loreta, a quante difficoltà, a quanti pericoli voi volete esporvi?

--Sì, lo so.