--Per causa vostra!--esclamò lei con affettuosa mestizia.--No, non dite questo. Verso di me siete stato sempre lo stesso; buono e generoso, avete avuto per me costantemente la indulgenza e le premure di un fratello. Perchè vorreste assumervi la responsabilità delle altrui cattiverie? No, non colpa vostra, Sant'Angelo, nè mia. È piuttosto il mio cattivo destino che ha voluto così.
Tacque un istante, poi come risoluta di venir a parlare, senza perdersi in vani commenti, della decisione che intendeva prendere:
--Avete visto Prè Letterio?--gli chiese.
--Sì, lo vidi e da lui ebbi la dolorosa conferma di quanto sospettavo.
--Vi disse ch'io gli avevo scritto?
--Fece di più: volle ch'io conoscessi il tenore della vostra lettera.
E, interpretando giustamente l'atto con cui la giovane accolse tali parole, soggiunse subito con islancio:
--.... E fece bene così, Loreta! Quel vecchio amico non poteva, anche condannandomi al più aspro de' dispiaceri, non offrirmi il modo di giudicare esattamente quale sia oggi la vostra posizione e la mia. Nulla del resto in quella lettera che non vi onori; nulla che io non comprenda o di cui vi possa fare un rimprovero....
Ella levò il capo, vivamente.
--Grazie, Mattia, di queste vostre parole. Le aspettavo. Non potevo aspettarne altre dalla vostra lealtà. In questo momento così cattivo non mi potevate dare un più grande conforto!