--Non posso, non devo. Lasciate ch'io parta, Mattia, lasciate ch'io segua la mia stella cattiva!

--Loreta, per pietà, non farmi impazzire. Se tu dici che senti per me qualche affetto, che hai per me della stima, che la mia casa ti è grata.... ma allora perchè queste esitanze? Pensa, Loreta, al male che tu fai a me col tuo rifiuto, al male che faresti a te stessa! Qui c'è la pace per te e per me: qui vivresti onorata, potendo disprezzare ogni viltà dei cattivi.... qui, Loreta, avrai nella mia casa e nell'anima mia il posto che vi tenne mia madre....

--No, non dirmi questo, Mattia,--proruppe con accento commosso la giovane donna.--È una profanazione il ricordo che tu adesso richiami della santa tua madre.... Vedi, Mattia, è in nome di lei ch'io ti prego; lasciami andare, lasciami partire!

Egli abbandonò la sua mano ed ergendo la persona in atto di risolutezza:

--Ah! no, Loreta, non partirai! Dopo quello che m'hai detto non è più possibile che tu parta, lasciandomi col tormento di questi dubbi. Credi tu dunque che ora--sentendomi forte e felice nella certezza del tuo affetto--io non saprò difendere il mio avvenire? Ah! Loreta, non si vive com'io ho vissuto in preda a sì grandi angoscie per poter poi rinunciare così facilmente al bene, quando ci sembra di averlo al fine raggiunto! No. Tu devi dirmi quello che ti spinge a volermi lasciare: ho il diritto di saperlo e tu me lo dirai!

--Mattia, ciò che mi domandi è molto triste. Il ricordo che tu mi costringi ad evocare io volevo che fosse morto per sempre. È il mio passato, Mattia, che oggi risorge fra noi. È questo l'ostacolo che si frappone alla mia felicità!

Il Sant'Angelo restò calmissimo: una pietà profonda si dipinse sul suo nobile viso, che aveva ripreso l'abituale pallidezza:

--Il tuo passato, Loreta....--egli disse lentamente. --So ch'esso fu doloroso. Ma qualunque cosa in esso si celi, colle tue lagrime, col tuo lavoro, col sacrificio della tua giovinezza, hai conquistato il diritto dell'oblìo. Che tu sei buona e che l'anima tua è bella, questo io so. Che altro m'importa di sapere per amarti e per stimarti? Mi basta ricordare ciò che mia madre, che aveva pur letto ne' tuoi segreti, mi disse un giorno, già prossima alla sua fine, sognando di vederci uniti: "ama Loreta, non è indegna di te!" Ed io ti amo, Loreta, ed altro non ti chiedo. La parola di mia madre mi è sacra e mi basta!

La giovane proruppe in uno scoppio dolcissimo di pianto e, prese le mani del professore, fe' l'atto d'inginocchiarsi dinanzi a lui.

Egli la trattenne, l'attirò sul suo petto e ve la strinse forte, alzando gli occhi al cielo, con una soave letizia che pareva irradiarsi sul suo placido volto.