—Precisamente! io soggiunsi, e le fantasime sparirono.
Intanto s'era girato il Capo Miseno, ed ecco le isole di Procida e d'Ischia, e verso levante Cuma e le rive euboiche celebrate da Virgilio.
—Costà, narrò il sindaco affisando la parte esterna del promontorio, si pescano eccellenti murene; presso al lido sorgeva la villa dell'oratore Ortensio, il quale pescava gli antichissimi avi delle presenti murene, e avevane addestrata una che alla sua voce accorreva a lui e attirava perfidamente le compagne nell'agguato.
—Domata la ribellione, imbandirete la nostra tavola dittatoriale colle ultime nipoti delle murene d'Ortensio.
—Colonnello, la pesca in questa notte medesima.
Già al corto crepuscolo succedeva la notte; ancora un miglio, indi sbarcammo in Procida sulla costa di San Cattolico.
Traversammo l'isola a piedi, con un appetito che la brezza marina acuì e più acuto allora rendevano gli effluvî degli aranci e dei cedri. Per giunta lo spietato sindaco ci descrisse le migliaia di grassi fagiani e di francolini della caccia reale di Procida. Laonde fra le murene dell'indomani della lotta e i francolini che presumevamo mangiare la vigilia ci sembrava mill'anni di arrivare alla prima stazione del viaggio. Il sindaco continuò il racconto nella seguente conformità:
—Con regio bando proscritti dall'isola tutti i gatti, nel secolo scorso, per non danneggiare la propagazione di quei nobili augelli, in pochi anni moltiplicarono a miriadi i ratti e divennero una spaventevole calamità. Giardini e case e chiese e sagrestie e armadi, e fin'anco le canne d'organo, ogni cosa invasero e rosero codesti ratti; le provvisioni domestiche; i cadaveri prima della sepoltura, i ragazzi nelle cune giacquero in preda dell'orribile flagello. L'isola diventò inabitabile. Finalmente i paesani corsero ai piedi del re, seminando sul suo passaggio un gregge di tali quadrupedi, e ottennero la revocazione del disastroso decreto. Tolta poscia la caccia, ora e fagiani e francolini abitano il parco di Caserta.
La chiusa gelò sul labbro la sensazione di piacevolezza che l'aneddoto vi dipinse.
Dall'opposta sponda della Cornicella, sovra altra barca tragittammo lo stretto canale che separa le due isole, e approdammo in Ischia.