—Il Papato è a Roma e non a Rieti, nè a Gubbio, come il pensiero ha sede nel cervello e non nelle calcagna. Nè il Papato si demolisce con la religione cattolica. «Conserverò la religione degli avi, scrisse il vostro re.» I Valdesi e Giannone possono rendervi testimonianza quale religione e quali avi fossero quegli avi e quella religione. Sapete, marchese mio, lo scopo della brillante campagna delle Marche? L'invasione del regno per tagliare le ali all'aquila di Caprera.
—Udite i recentissimi sensi di Sua Maestà a me, ambasciatore del generale: «Sono amico di Garibaldi, ammiro il valore dei garibaldini, verrò a stringervi la mano sul Volturno e a completare le vostre vittorie: le deputazioni d'ogni parte mi vi chiamano» Ditemi di grazia, caro Mario, che sarebbe di noi senza questo intervento? Già la reazione si manifesta nel Molise, e un oratore di Bojano capitò stamane a impetrare dal dittatore aiuto d'uffiziali esperti e qualche battaglione.
—Lo so. Il nemico allungò il suo corno sinistro e fece una punta ad Isernia per foraggiare, per suscitare partigiani negli Abruzzi, e per contrastare il passo all'esercito del nord. Innocenti sforzi! Garibaldi or ora mi disse: «L'abbiamo fiaccato il 1.º ottobre; è impotente.» Se ciò non fosse, esso avrebbe ritentata la sorte dell'armi contro noi per debellarci e tornare vincitore in Napoli, innanzi all'arrivo del vostro re. Il quale se ci sapesse vinti, volterebbe il cavallo per Torino. Noi assalteremo Capua in breve. È il voto dell'esercito, il nostro sospiro, e una speranza scesa da alte regioni.
—Domando la parola, Caldesi interruppe sbadigliando: scendiamo anche noi come la prelodata speranza da codeste nuvole in terra ferma. Si compera lo champagne, sì o no? Mingon, sentinella vigilante, attende gli ordini. Mingon! Dove andò? Dorme! La vostra eloquenza, ragazzi, gli ha conciliato il sonno.
—A dimani, a dimani, s'udì da più voci.
—Se conclud mai na gott, esclamò Nullo, e ci separammo.
—Sai, Mario? mi disse Caldesi; anche stanotte, di guardia alla porta del generale! Il colonnello Paggi è la mia croce. Due volte di già, la guardia in questa settimana!
—E due volte toccò anche a me.
—Vittime designate entrambi del suo furore antidemocratico.
Ritiratomi nella mia stanza contigua a quella del colonnello Paggi, lo interrogai intorno alla causa dell'ordine del giorno.