Caldesi rizzossi attonito dalla sedia, indi vi ricadde irrigidito, e girando gli afflitti occhi al fedele Acate, gorgogliò.

Ciù, Mingon!

E Mingon, in dialetto romagnuolo:

Boia de Signor!

L'ineffabile ilarità suscitata da questo quadro imbalsamò la ferita apertaci dal Paggi, e nella gioconda compagnia di Caldesi subitamente si presagirono meno amari i giorni della spedizione. Rizzossi egli da capo, e con movenze piuttosto incerte si avvicinò al nostro gruppo, accennando di parlare a Paggi.

Caldesi, uomo sui quarantaquattro anni, di media statura e pingue anzi che no, vestiva una grossa camicia rossa; davanti al bàlteo di filo d'argento pendevagli un borsello che posava quasi orizzontale sul convesso del ventre e conteneva la rivoltella. I calzoni aderenti alle polpute gambe erano in basso racchiusi entro le trombe degli stivali, girate da una fascia di marocchino verdastro e con le due orecchiette di fettuccia pendenti all'infuori. Al tacco di questa calzatura borghese lampeggiavano vistosi e sonanti speroni. Il suo passo era breve e l'un piede piantavasi a riguardosa distanza dall'altro, quasi si peritasse del centro di gravità. Aveva sulla fisonomia il sigillo della bontà inalterabile; e qualche macchiuzza pallente intorno alla luce degli occhi conferiva al suo sguardo un'espressione che vacillava fra il serio, l'arguto e l'ameno.

La sua ingenuità schiettissima zampillava originale e spiritosa. Le idee e le cose riflettevano agli occhi suoi, forse a cagione delle macchiuzze, una particella meravigliosa ch'egli esprimea con parola lenta, musicata, nasale e intinta d'accento faentino, provocatrice di freschissime risate. Cospiratore da vent'anni, or esule, ora carcerato, soldato nelle guerre dell'indipendenza, deputato alla Costituente romana, rispettato e popolare in Romagna, si capisce che se ridevamo di lui, egli possedeva il nostro amore.

Piantatosi davanti al colonnello Paggi:

—Veramente, proruppe, non saprei, ma…, non so se mi spiego…, è un'ingiustizia…, voglio dire…, vado…, però mi sembra…, dico per dire…, supponiamo…, potevate proporvi voi stesso…, del resto, salvo errore…, bella occasione di far parlare di voi…, la disciplina, non c'è dubbio… Ciù, Mingon, andiamo a letto.—E uscì.

Cessata la sensazione piacevole di questa scena, riprese il suo dominio lo sdegno di prima, e così alterato m'avviai all'appartamento di mia moglie. Entrai senza pronunziar sillaba, viso lungo, cappello in testa.