—Generale, nella guerra la realtà figura l'ordito, e la finzione il tessuto.
Rallentò egli la velocità, non so se rabbonito dalla mia spiegazione o perchè compiti i sessant'anni non sia troppo agevole parlare trottando. Proferì alcune frasi che non ricordo, quando capitò il marchese. Nullo glielo presentò in qualità di capo del quartier generale.
Il marchese tenente-colonnello mi fece:
—Potete tornare indietro.
Ed io a lui:
—Accompagno il generale a Garibaldi.
—L'accompagno io.
—Ma il generale viene con noi, perchè fummo noi che…
—Me ne incarico io.
La disciplina mi turò la bocca e tornai. Tornò anche Nullo, abbandonando al marchese gli allori per la non sua impresa. Nondimeno qualche minuto di poi voltai il cavallo e arrivatogli a panni gli dissi all'orecchio: