—Or bene; nel fondo dell'anfiteatro di Pozzuoli, san Gennaro, alla vigilia del martirio, chiamato a sè l'unico figliuolo, gli disse: «Va, fuggi, affidati a una barca e remiga verso la Liguria; là sarai salvo, là dai figli dei tuoi figli nascerà un figlio maschio, con capelli come i raggi del sole, con faccia di leone, che non berrà vino nè bibite forti, che si nudrirà di frutti della terra e avrà nome Zibeppe, e gli uomini lo conosceranno dalla camicia rossa intinta nel mio sangue, di cui dimani empierai un'ampolla che porterai teco in esilio. Codesto mio nipote diletto tornerà alla terra de' suoi padri vendicatore e redentore; i tiranni che avranno contristato il mio popolo napolitano dilegueranno davanti a lui, e a questo popolo egli apporterà libertà e maccheroni…
A tal passo della orazione, il sergente, tolte le redini di mano al cocchiere, spinse i cavalli a suon di frusta, la folla s'aperse, il rumore delle ruote soperchiò la voce del predicatore, e una triplice risata traboccò dalle labbra del sergente, di mia moglie e dalle mie. Il sindaco serio, e forse offeso della nostra empietà, spingando le mani su e giù delle saccoccie, faceva le fiche contro la jettatura.
Il cocchiere, il quale probabilmente adottò la medesima precauzione del sindaco, avvedutosi soltanto della risata del sergente, ne lo redarguì con la seguente intemerata:
—Il signorino ha torto di ridere al padre Pasquale: egli è un sant'uomo; ha patito dieci anni in catene al bagno di Nisida, per la causa del popolo. Non riderebbe mica il signorino se conoscesse quanto il padre abbia lavorato per convertire codesti infedeli di Santa Lucia, serbatisi tutti affezionati a Bombino, finchè li convinse che Zibeppe procede da san Gennaro.
Velocemente passato Chiatamone e Chiaia, pervenimmo alla Grotta di
Posilipo, al disopra della quale vuolsi sepolto Virgilio.
—L'ha scavata Lucullo o Agrippa? chiesi al sindaco per distrarlo e porlo nell'imbarazzo.
Ma il valentuomo mi regalò una lezioncina di storia e di archeologia. Citò gli autori che opinavano per Lucullo e quelli per Agrippa; dimostrò l'insussistenza delle due opinioni, e conchiuse sostenendo averla scavata in più rimoto secolo i Cumei e i Napolitani insieme, per reciprocità commerciale; e con ciò capitammo a Pozzuoli.
Il governatore di Pozzuoli, da cui l'isola d'Ischia dipendeva, avvisato per telegrafo del mio arrivo, s'affrettò all'albergo ove discesi. Lo interrogai quali fossero le ultime notizie d'Ischia.
Ed egli:—Quelle portate dianzi dal sindaco.
—Mandaste esploratori?