[490.] Così scrivevano i nostri cinquecentisti; il primo sarebbe stato tra i Musulmani Oürudge; e l'altro Kair-ed-Din. Le varianti al solito; tanto che taluno di Oruccio ha fatto Orazio, e quasi tutti di Kair-ed-Din han fatto Ariadeno.
[491.] Paolo Giovio, Le vite brevemente descritte degli uomini illustri di guerra antichi e moderni, tradotte da Lodovico Domenichi, in-4. Firenze, 1554. Barbarossa; et Histor., lib. XXX.
Adrien Richer, Vie de Barberousse, in-12. Parigi, 1781.
Brantôme, in-16. Leida, 1666. Capit. étrang. II, 79.
Cornelius Scepperus, Collect. rer. turc., in-4. Anversa, 1554.
Schardius, Collect. rer. german.
De Hammer cit., X, 444. — Barbarossa nella sua autobiografia tace, come convenivagli, la primitiva religione di suo padre, asserita nondimeno da tutti i contemporanei: e nomina gli altri due fratelli Isacco ed Elia.
[492.] Vedi sopra, p. 277.
[493.] De Hammer cit., X, 448.
Giovio, Richer, aliiq. Nota 79.