[494.] Marco Guazzo cit., 116: «Del mese di febbraio 1534 morì Muleì-Mausèt re di Tunisi, lasciando due figliuoli: Muleì-Roscit, e Muleì-Hasèm.» — (V. sopra, p. 149, e seg.)
[495.] Bosio cit., III, 136, C: «Barbarossa al Cetraro fece appiccare il fuoco, abbruciando alcuni Buchi di galere che quivi si facevano, tra i quali tre già pronti a vararsi per conto di Clemente VII.»
Raynaldus, Ann., 1534, n. 60: «Barbarossa Citrarium incendit, et septem triremes adhuc imperfectas cremavit.»
Antonio Doria, Compendio cit., 53: «Barbarossa bruggiò al Cetrano sei corpi di galèe.»
Hammer cit., X, 452: «Barbarossa assalì San Lucido, prese 800 prigionieri, e lo bruciò. Egual sorte ebbe il Cetraro insieme con diciotto galere.»
[496.] Vasari cit., ed. Le Monnier, nella vita di Sebastiano Veneziano detto del Piombo, ricorda il famoso ritratto di questa Signora, X, 131.
Annibal Caro, Lettere famigliari, in-8. Padova, 1742. I, 47, 58, 315, 338. Parla della stessa.
Ariosto, Orlando Furioso, XLVI, 8:
«Giulia Gonzaga, che dovunque il piede
Volge, e dovunque i sereni occhi gira,