Il nostro Capitano ricondusse in Civitavecchia genti vittoriose, ricche spoglie, e liete novelle, ricevendo anche da Roma larghe dimostrazioni di gradimento per le egregie opere fatte nel corso della campagna. Dispersa dal Mediterraneo l'armata nemica, espugnate quattro fortezze, presa una nave carica di munizioni, e conseguito pienamente il fine primario della spedizione, cioè la cacciata di Solimano e degli eserciti suoi da Vienna e dall'Ungheria[410]. Imperciocchè l'attacco dei nostri marini alle sue spalle portò di fatto nell'esercito ottomano quello sgomento e quella solennissima sconfitta che sollevò in quest'anno l'Europa dall'imminente pericolo della barbarica occupazione. Già più volte nei secoli precedenti al modo istesso e per simile concorso delle nostre genti dalla parte del mare erano stati vinti e cacciati i Turchi dai paesi cristiani, e specialmente da Belgrado[411].
Le quali vittorie, per terra e per mare splendidamente conseguite, vie più a papa Clemente amicarono Carlo imperatore, il quale riconosceva averne ricevuto nel maggior bisogno validissimo soccorso. Perciò Carlo nell'invernata dell'anno medesimo tornò un'altra volta a Bologna per trattare con lui direttamente, e senza altri mediatori degl'interessi comuni, e delle provvisioni da fare nell'anno seguente, volendo continuare la guerra contro il Turco: suprema necessità civile e religiosa del tempo.
[Gennajo 1533.]
E perchè il principe Doria, accrescendo gli armamenti marittimi, insisteva e richiamava Antonio per suo luogotenente in Genova, il Papa non potè a meno di dargliene licenza, e in suo luogo per capitano generale della squadra, e per castellano di Civitavecchia, pose il cavalier Bernardo Salviati, come vedremo nell'altro libro. E vedremo altresì per lunghi anni nei fatti di mare del tempo seguente comparire Antonio Doria sempre più avanti nelle grazie della corte di Spagna: marchese di santo Stefano di Aveto in Liguria, marchese di Ginnosa nel Regno, consigliero di don Giovanni a Lepanto, e gran privato del re Filippo in Italia, il quale a fondo e di lunga mano conoscevalo, e sapeva come e dove impiegarlo[412].
LIBRO QUINTO.
Capitano Bernardo Salviati,
cavaliere di Malta e priore di Roma.
[1533-1534.]
SOMMARIO DEI CAPITOLI.
[I.] — Bernardo Salviati e suoi fatti. — La rissa dei Cavalieri in Malta (15 marzo 1533). — Bernardo capitano delle galèe e castellano di Civitavecchia (18 aprile 1533). — Consigli pel soccorso di Corone (maggio 1533).