[3 marzo 1538.]

La mattina del tre di marzo il Legato partivasi da Roma col suo seguito verso Civitavecchia, prendeva in quel porto le sette galèe, e speditamente navigava, toccando Napoli e Messina, verso Ancona, dove si avevano a raunare le altre della sua commissione, cioè otto già armate in quel porto dal Grossi collaterale, ed una ventina armate in Venezia per cura di monsignor Ricci. Le distanze dei luoghi, le provviste delle munizioni da guerra e da bocca, l'imbarco delle genti, e tutte le difficoltà consuete di armamento in gran parte nuovo e fuor dell'usato non lo tennero tanto in ritardo, che agli undici di giugno coll'armata sua non fosse tutto in punto per far vela nel porto d'Ancona.

V.

[11 giugno 1538.]

V. — Prima della partenza il Legato schierò in battaglia i suoi bastimenti, e passò la rassegna. Della quale essendo mio debito dare tutte le notizie che ho potuto raccogliere, scriverò il risultamento, registrando i nomi dei legni e dei capitani, secondo le testimonianze sommarie dei documenti e degli storici, specialmente dell'archivio di casa Ricci, non trovandosi in niuno la nota compiuta. Dove bisogna avvertire che rispetto alle minuzie dei nomi e dei numeri, così per punto e per segno, non si trovano mai due testi concordi: ma sempre qualche piccola differenza. Non tutti hanno avute le stesse notizie, nè tutti le hanno curate, nè sempre parlano del medesimo tempo. Gli è chiaro che in questa materia da un giorno all'altro succede mutazione: si arma, si disarma, si perde, si riacquista, si manda, non ritorna, e simili, come sanno gli esperti. Nondimeno, riducendo la mostra al giorno undici di giugno, quando il Legato ebbe tutta l'armata in Ancona, mi pare sulle predette autorità, e sugli autori che continuamente cito, massime sui registri di casa Ricci, potersi formare la seguente[17]:

NOTA

DEI LEGNI E DEI CAPITANI DELL'ARMATA PAPALE PER LA LEGA DEL 1538.

Galèe armate in Civitavecchia.