Galèe armate in Ancona.
- 8. Fanale — cap. Giammaria Straticopulo, cav. di Malta.
- 9. Sensile — cap. Belisario Ralli, di Orte.
- 10. Sensile — cap. Bastiano Bonaldi, di Ancona.
- 11. Sensile — cap. Gioacchino degli Agli, di Ancona.
- 12. Sensile — cap. Vinc.º Sampieri (l'ab.), di Bologna.
- 13. Sensile — cap. Battista Dovizi (l'ab.), di Bibbiena.
- 14. Sensile — cap. Almerigo Almerighi, di Bologna.
- 15. Sensile — cap. Marco Feletti, di Comacchio.
Galèe armate in Venezia.
- 16. Fanale — Vittorio Soranzo, caposquadra, e prov.e
- 17. Sensile — cap. Tommaso da Rovigo.
- 18. Sensile — cap. Giacomo Priuli.
- 19. Sensile — cap. Gianfrancesco Benedetti.
- 20. Sensile — cap. Giov. Battista del Mangano.
- 21. Sensile — cap. Stefano del Cuore.
- 22. Fanale — cap. Giovanni Gritti.
- 23. Sensile — cap. Marco da Zara.
- 24. Sensile — cap. Luigi Giustiniani.
- 25. Sensile — cap. Bernardino da Londano.
- 26. Sensile — cap. Alessandro Rois.
- 27. Fanale — cap. Pietro Daltelli.
- 28. Sensile — cap. Vittorio Peterlin.
- 29. Sensile — cap. Cristoforo Canali.
- 30. Sensile — cap. Luigi Rosa.
- 31. Sensile — cap. Agostino da Terni.
- 32. Brigantino — Domenico Squarciafichi.
- 33. Fregata — Niccolò da Cipro.
- 34. Fregata — Antonio da Napoli.
- 35. Fregata — Luca d'Antivari.
- 36. Fregata — Domenico da Scutari.
Alle fanterie presiedevano capitani eccellentissimi: primo col grado di mastro di campo generale quel prode Alessandro Tomassoni da Terni, notissimo nella storia militare di questi tempi, che fu poscia governatore delle armi in Piacenza[18]. Con lui Camillo da Fabriano, Niccolò da Santogemini, Giosìa da Fermo, Orlando da Salò, Cesare da Fermo, Giangiulio da Terni, Giambattista da Tolentino, Pierfrancesco Corboli da Urbino, Silvio da Parma, Luigi Raimondi di Roma, con molti nobili e venturieri ascritti alla famiglia del Legato e del conte dell'Anguillara, tra i quali nominerò specialmente il venturiere Miniato Ricci, gentiluomo del Legato, Alessandro Marchesini scrivano, Andrea della Bella mastro di casa, Girolamo Ludovisi gentiluomo romano, Bernardino Bianchi e Marino Fiori segretarî, ambedue pel nome e pel cognome di Civitavecchia[19]. Le compagnie piene di robusta e scelta gioventù, essendosi preso il fiore della Sabina, del Lazio, della Campagna, e delle provincie di Romagna e della Marca, miniera inesausta di valenti soldati, per tutte le guerre d'Europa e di Asia in quei tempi. I Veneziani più d'ogni altro di là ne traevano con buona licenza del Papa, quasi in compenso dei fusti di galèe che davano; e in questa stessa occasione con una sola levata ne presero cinquemila[20].
[15 giugno 1538.]
La brava gente, volenterosa ed intrepida ad ogni rischio di guerra e di mare, fece principio coll'ajuto di Dio e colla protezione della Vergine santissima per una passeggiata militare da Ancona al santuario di Loreto. Il Patriarca e gli ufficiali alla testa, e appresso soldati e marinari, e buon numero anche di rematori. Onesta e pietosa comparsa, secondo il patrio costume e l'esempio dei maggiori: di che, non meno degli ascetici, hanno fatto i nostri classici in ogni tempo ricordo ed encomio[21]. Addì quindici di giugno participarono quasi tutti ai divini misteri, anche gli altri rimasti in Ancona: e il diciassette tutta l'armata spiegò le vele per Corfù, dove si congiunsero con Vincenzo Cappello capitan generale dei Veneziani.
[20 giugno 1538.]
Io qui non parlo delle nobili e liete accoglienze dei nostri alleati: non potevano volersi maggiori. Domando però or che siamo a mezzo giugno, dove è l'armata dell'imperador Carlo V? Domando io, e domandano tutti colà, quando verrà il Doria, capitan generale di tutta la lega pel mese di marzo, conforme ai capitoli? Ma perchè niuno risponde alla chiamata, e dobbiamo attenderlo ancora inutilmente infino agli otto di settembre, per toglierci col pensiero dall'angoscioso aspettare (anzi che morire di stento, secondo il proverbio), parleremo d'altro.