Ulloa, 158, b: «Carlo mandò il marchese del Vasto a Venetia a dolersi con essi loro delle cose successe, significando che egli non n'haveva colpa alcuna.... promettendo di metter per loro la vita e gli stati suoi se bisognassero.»
Muratori, Annali, 1539, princ.: «L'Imperatore e il Re di Francia per comparire zelanti del bene della cristianità verso la gente credula spedirono a Venezia.... facendo sperare possenti soccorsi.»
[111.] Antoine Fabre, Grammaire pour apprendre la langue espagnole, in-4. parvo, 1627. Venezia, presso Giovanni Guerigli, p. 283, linea ultima: «Buenas palabras y ruynes hechos engañan a sabios y a locos.»
[112.] Carlo V approva i disordini di Andrea, v. sopra nota 80.
Filippo II approva i disordini di Giannandrea, v. sopra nota 25.
Al modo stesso e nella stessa sentenza consentono i documenti che del continuo vengono alla luce per opera di solerti e diligentissimi collettori dagli archivi di Spagna, d'Italia, di Germania e del Belgio; di che si potrebbe tessere lungo catalogo noverando soltanto i più recenti dal Navarrete al de Leva, e dall'Heine al Gachard.
[113.] Bizarus cit., 508: «Barbarossa Castronovum terra marique acerrime obsessum.... hispanis omnibus aut trucidatis aut ad transtra triremium relegatis expugnavit.»
Petrus Paulus Gualterius, Mss. cit., sub die decimanona augusti MDXXXIX: «Nunciatum est Romæ Turcos die septima hujus mensis augusti expugnasse Castrumnovum, occiso præsidio quod ibi a Cæsare tenebatur.»
[114.] Raynaldus, Ann., 1539, n. 31: «Cum Barbarossa Cattaro urbi inhiaret a Matthæo Bembo præfecto, effusa globorum procella, repulsus est.»
Mambrino Roseo, 137, 138.