[248.] Livius, XXXVII, 24: «Si qua concurreret rostro cum hostium navi, aut proram lacerabat, aut remos detergebat.»
Cæsar, De bell. civ., I, 58: «Pluribus navibus adoriri singulas contendebant, aut remos transcurrentes detergere.»
[249.] Docum. toscano cit., (alla nota 25) p. 96: «Un mastro d'ascia con suo garzone, un barbiere, un barbierotto.... Un remolaro, un barilaro.» Item, p. 131, 132, ec.
Docum. roman. cit., (alla nota 11); in tutti gli inventarî, strumenti, ruoli, e scritture, ripetesi sempre il ritornello: «Il barbiere e il barbierotto, remolaro e remolarotto, calafato e calafatino, mastro d'ascia e suo dascino.»
Crescentio, Nautica cit., 64: «Maestranze.... che qua si dice Mastrodascia, Calafatto, Remorario, et Barilaro, de' quali se ne dà uno per galèa.»
Pantera, Armata cit., 129: «Il Remolaro ha cura non solo di fare i remi nuovi, et di racconciare i vecchi, ma di rivederli se sono ben bilanciati, aggiugnere o levare del piombo, e accomodarli che si possano maneggiarli facilmente.»
[250.] Anonimo cit., Mss. Vita del Baglioni, 22: «Astorre consigliò che almeno si prendesse Monasterio.... Questo consiglio portato al Principe (Doria) dal Priore (Carlo Sforza) come cosa propria di Astorre, fu trovato molto buono da tutti.»
[251.] Plinius, Hist. nat., V, 4; et Morisot, Orbis marit., 283: «Tapsus, Leptis parva, Rhuspina, Adrumentum, Aphrodisium, Siagul, Neapolis.»
Atlante Luxoro del secolo XIII, pubblicato dal Desimoni e Belgrano in Genova, 1868, III, 266: «Souxa, Monester, Coniere, Affrica, Capullia.»
Luis Marmol, L'Afrique, traduite de l'Espagnol, par Perrot d'Ablancourt, in-4. Parigi, 1667, II, 499.