Bizarus cit., 510: «Excepta urbe Lepti quæ Mohomedia a Poenis, a nostris vero Africa, ab antiquis autem Aphrodisium.»
Ammirato cit., II, 486, A: «Africa, terra posta nei liti di Barberia, la quale dagli antichi fu già detta, da un tempio di Venere, Afrodisio.»
Raynaldus, Ann., 1550, n. 25: «Urbs Leptis, alias dicta Aphrodisium, sive Africa, quam Dragutus archipirata insederat.»
Sigonio, Vita di Andrea Doria, trad. dall'Arnolfino, 287: «La terra di Afrodisio era chiamata Africa.»
Bosio cit., III, 271, A: «Fu questa città dai barbari chiamata Mehedia, dai latini Aphrodisium, e dagli italiani Africa.»
[262.] Vasari, ed. Le Monnier, X, 15: «Seguitò poi Antonio da Sangallo per lo detto duca di Castro la fortezza di Nepi, e la fortificazione di tutta la città che è inespugnabile e bella.»
Ranghiasci, Storia di Nepi, e Pianta della città, in-8. Roma, 1818.
[263.] Bosio cit., III, 188; 217, 230.
Vedi appresso, e all'Indice voce Tripoli.
[264.] Campana cit., II, 49, B: «Le mura.... fortificate da cinque torri.... e da un gran rivellino.... che sporgeva in punta molto infuori ben fiancheggiato.... muro antico e sodissimo.... le difese dei fianchi.»