Adriani cit., 509, A: «Del priore militavano a soldo del Re di Francia tre galere e stavano a Marsiglia con le altre.... sovra esse al governo il capitan Niccolò Alamanni, al quale il Re le aveva raccomandate.»
Il nome di Niccolò Alamanni si legge sovente nelle lettere del Caro da Roma al Varchi in Padova, come in quella del 22 novembre 1539.
[379.] Adriani, 436, E.
[380.] Card. Sforza Pallavicino, Storia del Concilio di Trento, ediz. Romana, in-fol. 1666, II, 52, 128.... «Possiamo affermare che il Caraffa generalmente riuscì tal pontefice quale fu conosciuto cardinale; cioè di sommo zelo, ma non di perfetta prudenza. Solo ingannò col lasciarsi affascinare dal troppo amore de' suoi; e incontrogli tali che fomentarono i suoi difetti, snervarono le sue virtù, e rendettero infausto e inglorioso il suo pontificato.... Ebbe eminenza nelle lettere, e dalla natura eloquenza mirabile; ma con soverchio appetito di vederla ammirata: appetito che non satollo col pasto gli cagionò grande adulazione in presenza, ma non minore irrisione in assenza. Largo estimatore di sè stesso, e stretto degli altri. Segnatamente abborriva la nazione Spagnuola e la casa di Austria, nè si teneva in pubblico di parlarne con titoli sconci et indegni; parendogli che la libertà fosse stata da loro tolta ai popoli in Italia colle armi, alla Chiesa in Spagna colle ordinazioni, e data all'eresia in Germania con le diete.»
Pietro Nores, Guerra degli Spagnuoli contro papa Paolo IV, pubbl. dall'Arc. Stor. It., in-8. Firenze, 1847, XII, p. 9. — Il Nores, allora inedito, lodato e citato dal Pallavicino come caro e virtuoso amico, e non meno apprezzato dal Tiraboschi, dal Fontanini, e da tutti i migliori, scrisse in Roma, servì nella segreteria di Stato a Clemente VIII, e poscia ai cardinali suoi nipoti.
Bernardo Navagero, Relazione della corte di Roma al tempo di Paolo IV. — Citata e lodata dal Pallavicino, come sopra, p. 52; e pubblicata dall'Aubery, Preminences de nos Roys. Parigi 1749; e da altri appresso.
Raynaldus, Ann. Eccl., 1555.
[381.] Ratti cit., I, 240, nota 19.
[382.] Relazione della ritenzione delle galere di Carlo Sforza, priore di Lombardia, fatta da monsignore Alessandro Sforza chierico di Camera; e della prigionia e liberazione del cardinale di Santa Fiora l'anno 1555. (Mss. Capponi, cod. 287, p. 413) pubblicata nell'Arch. St. It., in-8. Firenze 1847, vol. XII, p. 372.
[383.] Pugnale, arma corta da ferire di punta, e facile a essere impugnata. Si usava nei bassi tempi, cinto accanto alla spada; ed usasi tuttavia nei combattimenti da presso, nelle mine, nelle casematte, e più nei ponti coperti dei bastimenti militari, dove torna inutile il maneggio delle armi lunghe. Non v'ha ufficiale di marina senza il pugnale nel suo camerino. Anzi questo, in vece dello spadone, portavano al fianco nelle maggiori comparse, infine al terzo decennale del nostro secolo.