Sansovino, Litta, Battilana, Famiglia Doria.

Adrianni, Tuano, Campana e tanti altri, che cito, istorici di questi tempi.

[562.] Cirni cit., 43: «Ammalaronsi più di mille soldati, quasi tutti italiani.... molti se ne fuggirono.... le navi ci restavano addietro.... il tempo s'era volto contrario.»

Tomacelli cit., 236, princ.: «Trattenuti dai tempi cattivi in Siracusa un mese, e in Malta molto più: la gente cominciò ammalare, e il male si fece contagioso. I due terzi della gente era inferma.»

[563.] Cirni, 68, 69: «Erano nel canale presso alla Cantèra due galeotte. Il generale era di animo che si facessero abbruciare.... Non se ne fece altro. Queste diedero la nuova al Gran Turco dell'armata nostra.... e però fu tanto presto a mandar la sua.»

Natal Conti, 342, A, med.: «Ma gli Spagnoli, troppo solleciti a trar fuori l'artiglieria dalle navi, si scordarono di quei due maledetti vascelli conquistare.»

Bosio, III, 418, A: «Dieron comodità ad Uccialì di rinforzare la migliore delle due galeotte.... e di portare avviso volando a Costantinopoli.... Dal che i mali successi che appresso derivarono.»

[564.] Brantôme cit, 76: «Ucchialy corsaire calabrois.... il estoit moine, ce dit on; et s'en allant à Naples pour estoudier, il fut pris, et depuis se renia: et de peu à peu se faisant corsaire, il s'advança, comme on l'a veu. Je croy qu'il prit le turban pour plus cacher sa tigne, qu'on dit l'avoir gardee toute sa vie, sans s'en defaire, que pour autre chose.»

Mariano d'Ayala, Dell'arte militare in Italia dopo il risorgimento, in-8. Firenze, 1851, p. 63: «Quel famoso calabrese Galeni, nativo di Cutro nel golfo di Squillace, il quale fattosi frate, e preso da' Turchi nell'andare a studio in Napoli, rinnegò; e sotto il nome di Occhialì diventò terribile.»

De Hammer cit., XI, 215: «Uluge-Aly.»