Bosio cit., III, 419, D: «È stimato quel secco come sicuro porto, stante la poca forza che l'onde del mare possono avere in quei bassi fondi.»
Crescentio, Portolano, aggiunto in fine alla Nautica, in-4. Roma, 1602, p. 21, lin. 1: «Dalla Rocchetta delle Gerbe tirando per Scirocco miglia venti, s'entra nelle secche del Palo, dove è bonissima stanza per navi e galèe per ogni tempo. Trovasi a Maestro Tramontana, qual non è da temere, trovandoci bene ormeggiati.»
[570.] Comm. Alessandro Cialdi, Del moto ondoso del mare, e delle correnti di esso, in-8. Roma, 1866, p. 170 e segg., dove parla di casi simili; e specialmente del Secco del Beito per un altro fatto narrato pur dal Bosio, III, 218, D.
[571.] Giacopo Bosio (cav. di Malta), Storia del suo Ordine, III, 419, E.
Cirni cit., 80: «Cose stranissime, contrarî venti, continue malattie, e disferramenti di vascelli.»
Giannandrea Doria, Manifesto secondo, dato da Candia il dì cinque di ottobre 1570, pubblicato nel Saggiatore, in-8. Roma, 1845, II, 362: «Per la furia della tempesta nel tragitto mi sferrarono tre galere di Napoli, ed una dei Negroni.»
Pantera, Armata navale, in-4. Roma, 1614, Vocab. in fin.: «Sferrarsi significa che l'àncora non è bene attaccata al fondo, onde il vascello va dove è portato dal vento.... ed anche quando dal vento è sforzato a separarsi dalle conserve dove è spinto dalla fortuna.»
Stratico, Vocab. in tre lingue di Marina, in-4. Milano, 1813; «Sferrarsi un vascello si dice quando l'àncora non è bene attaccata al fondo, ed il vascello va dove è portato dalla corrente, o dal vento, o a separarsi dalle conserve.»
Parrilli, Vocabolario di Marineria, in-4. Napoli: «Sferrarsi vale perdere la tenuta dei ferri per impeto di vento.... Sferratore dicesi il vento impetuosissimo, capace di fare arare.»
Fincati, cap. di Vascello, Dizionario di Marina, in-16. Genova, 1870: «Sferrare è venir meno delle àncore, quando cessano di far presa nel fondo per impeto di vento.»