III.

[Ottobre-dicembre 1548.]

III. — Questi documenti limpidi e brevi confermano largamente ciò che si è detto alla fine del libro sesto, ed al principio del presente. Di più ci danno tre volte la compra e la vendita delle stesse galèe a prezzi diversi: prima per scudi d'oro trentaquattromila, indi per diciassettemila cinquecento, e finalmente per ventimila settecento[194]. Avendo già nella storia del Medio èvo descritto la costruzione, la forma e il governo di questi legni militari, sembrami conveniente dirne adesso la valuta; e ciò per chiarire sempre meglio la storia navale dei secoli scorsi, e per continuare anche da questa parte lo svolgimento delle frasi e dei termini marinareschi; come pure per stabilire i criterî da risolvere a un bisogno quei problemi storici, nei quali il prezzo fornisce argomento a provare cause ed effetti di maggior rilievo. Per esempio, e tutto del nostro proposito, il Guerrazzi notissimo scrittore moderno, volendo attribuire a Pierluigi Farnese una parte maggiore nella congiura di Gianluigi Fieschi, si ferma sul prezzo delle quattro galèe vendute dal primo al secondo per trentaquattro mila scudi d'oro: ed elevando il valore di ciascuna galèa a ventimila, in somma per le quattro a ottantamila, conchiude essere la differenza di quarantasei mila la mercede pattuita del tradimento[195]. Io non torno adesso a cercare come e quanto i Farnesi di Parma se la intendessero coi Fieschi di Genova; sì bene a rilevare l'importanza della stima per risolvere talune questioni di ordine più elevato.

E volendo andar sicuro nel giudizio dei prezzi, lascio da parte lo stranio Brantôme che trinciava le cifre a ventimila per volta, e seguo piuttosto Andrea Doria genovese, Lione Strozzi fiorentino, e Gentil Virginio romano e i loro discendenti e consorti, che valutavano diversamente, ed erano per quei tempi maestri e comandanti anche in Francia, anche in Spagna, e per tutto. Con loro mi appoggio ad altre colonne, cioè alle note ufficiali dei governi, ed a quei documenti e autorità che sempre cito, tuttochè a taluno possano sembrare soverchie[196]. Da queste sorgenti potrà derivarsi nella mente dei miei lettori qualche contezza più precisa intorno al modo di determinare la valuta delle galere, distinguendo le parti di costruzione, fornimento, armamento e corredo, così dei legni come delle attenenze, secondo il primo impianto, e secondo i diversi carati rispondenti al tempo ed al consumo.

Perciò scelgo due documenti ufficiali, uno romano e l'altro fiorentino; ambedue composti per norma di governanti, ambedue identici nei vocaboli e nelle frasi del mestiere, che erano comuni in tutta l'Italia, come più volte ho detto: ma il primo assai più breve, più chiaro, più ricco di voci, tanto che il lettore potrà cavarne con manco fastidio maggior copia di notizie. Nè io saprei altrimenti come mettere a stampa, perchè non si perdano, tanti vocaboli degni di essere ricordati, e non possibili a intarsiare nei racconti miei, nè altrui. Dirò appresso del secondo: ora pubblico il primo documento nella sua integrità, come fu compilato sopra le scritture e le tradizioni del tempo anteriore, a richiesta dei principi Barberini, quando tenevano nella mano tutte le fila dell'amministrazione al tempo di Urbano VIII. Già fin d'allora gli economisti, rispetto alle spese, richiamavano i tempi passati, come di miglior mercato, e dolevansi del maggior caro nel presente: perciò la cifra della somma totale potrà essere stata più bassa cinquanta anni prima, non certamente più alta. Udiamone[197]:

Nota di quanto costa una galea privata, armata di quanto fa bisogno acciò sia pronta a navigare. La spesa che ci va incirca:

» Lo scafo fornito nel modo che lo sogliono dare i maestri incirca Scudi (romani) 3500. —
» Più si fa il piano della poppa, ed altre cose 50. —
» Albero della maestra 130. —
» Albero del trinchetto 80. —
» Antenna di maestra: cioè due pezzi, carro e penna 100. —
» Antenna di trinchetto simile, carro e penna 50. —
» Spigoni due per la borda e pel marabutto 10. —
» Tagliami diversi[198], come per la lista a parte numero 1ª 60. —
» Artiglieria e palle[199] — —
» Armi diverse e apparati delle artiglierie, come da lista numero 2ª 500. —
» Ferri quattro, a quattro marre, del peso di cinquanta cantàri genovesi di libbre 138 romane[200] 220. —
» Cinquantasette remi guarniti a scudi tre l'uno[201] 171. —
» Tende, tendali, porte di poppa, porte di prua, e porte delle bande, tutto di albagio di Roma, guarnite di sartia e fodera, come da lista numero 3ª 630. —
» Ferramenti per le maestranze e per la ciurma, come da lista numero 4ª 553.40.
» Vele per la maestra e pel trinchetto, e loro guarnizione di sartia con due mantelletti, come da lista numero 5ª 690. —
» Sartia necessaria all'uso di detta galea, come per lista numero 6ª 900. —
» Dugencinquantacinque barili da acqua di Nizza 202. —
» Botti ed altre cose necessarie alla compagna ed al pagliuolo, come per lista numero 7ª 150. —
» La ciurma si calcola numero ducensessanta uomini, compresi venticinque bonavoglia[202]. Vestiti per detta ciurma, cappotti e camiciuole, come da lista numero 8ª 963.50.
» Vestiti bianchi per detta ciurma, come per lista numero 9ª 543.50.
» Fiamme ed attrezzi della poppa, come per lista numero 10ª 156. —
» Schifo guarnito 30. —
» Cinquantuna vacchetta per li banchi 36. —
» Bronzi diversi per le pulegge, sessanta in circa, libbre centotrenta 36. —
» Concerto di otto trombette 32. —
» Lo spalmare della galèa, libbre settecento di sevo, e la brusca 50. —
» In tutto Scudi (romani) 9843.40.

» Lista N. 1ª. — Tagliami.

» Un calcese di maestra.
» Due colleoni di calcese.
» Due taglie da ghindare per maestra.
» Due pulegge di ritorno.
» Due pulegge per la detta.
» Due altre pulegge per la detta.
» Due taglie di anchini da due occhi.
» Due taglie di anchini da un occhio.
» Due taglie di orza davanti, ossia orza novella, da un occhio.
» Calcese pel trinchetto.
» Una puleggia pel detto.
» Due colleoni.
» Due taglie pel fionco[203] da quattr'occhi.
» Due taglie da due occhi.
» Sei pulegge per dette.
» Quattro taglie di anchini da due occhi.
» Due taglie di anchini da un occhio.
» Sei pulegge.
» Otto taglie pei paranchinetti da due occhi.
» Due taglie di orza davanti da due occhi.
» Pulegge per dette.
» Dodici taglie da collatori[204] da due occhi.
» Dodici taglie pei collatori da un occhio.
» Pulegge per detti.
» Sette mazzapreti[205].
» Pulegge per detti.
» Ventiquattro vertecchi.
» Una pasteca[206] da quarnale.
» Pulegge per detta.
» Due pasteche d'orza a poppa.
» Una pasteca da schifo.
» Una pasteca da quarnale.
» Un mazzaprete per cazzare la tenda.
» Due coccinelli.
» Quattro pulegge per mazzapreti.
» Due taglie di prodano da quattr'occhi.
» La pasteca del cannone.
» Una puleggia per detta.
» Sei pulegge per mascellari[207].
» Otto taglie da un occhio pei detti mascellari.
» Ventiquattro pulegge pei detti.
» Nove mazzapreti.
» Nove pulegge pei detti.
» Una bigotta da sperone.
» Una puleggia pel detto.
» Due bigotte da cordiniera.
» Tre bigotte di trozza.
» Ventiquattro vertecchi.
» Due taglie da prodano.
» Due dette da due occhi.
» Otto pulegge per dette.
» Due arganelli.
» Pulegge per detti.
» Maschi da schifo per salpare.
» In tutto, come è detto, Sc. Romani 60. —