— Voi sapete, signor Perelà, che la morte si serve di una falce per raccogliere le erbe dalla terra e trasportarle nel suo fienile qua dentro, ebbene, quando ella vi giunge carica della sua fascina non un istante riposa, ma colla massima fretta posa, e fugge ancora al lavoro. È tale la sua fretta nell'uscire di qui, che giunta alla soglia fa come un piccolo salto celerissimo e la sua lama non tocca mai la terra per raccogliere questo filo.
IL PRATO DELL'AMORE
— Signor Perelà, ecco il prato dell'amore.
— Si amano tutti costoro?
— Uno ama ed uno si lascia amare, di tutte quelle picce di cuori, quello che ama è certo di essere amato, quello che si lascia amare è certo di amare. È il dolce inganno questo.
— E se tutti e due si amassero?
— Il loro amore non esisterebbe, esisterebbe solo l'amore di ognuno, essi camminerebbero come due linee parallele e non s'incontrerebbero mai.
— E se nessuno dei due si amasse?
— Non verrebbero qui.
— E il loro amore dove li conduce?