Di un suicidio dunque?
E perchè quell'uomo aveva voluto finire tanto miseramente i suoi giorni? Quale ragione lo aveva spinto al passo disperato? Nessuno riusciva a trovarla questa ragione. Eppoi, come aveva potuto pensare a togliersi la vita scegliendo una sì atroce maniera di morire? Tutti attorno guardavano assorti, fantasticando nel proprio cervello e comunicando di tratto in tratto agli altri solo il proprio raccapriccio.
Uno paffuto piccolo, che pareva un abate, colle mani composte sulla pancia rotondetta, di tanto in tanto dava due scossettine dentro i panni, come sentisse mi grande prurito per la schiena e volesse grattarlo contro di essi.
La scena del sotterraneo era impressionante, l'aria calda, l'odore acutissimo del fumo non ancora bene dileguato, la spianata di ceneri bianche, il silenzio rotto dai sussurri.
Si faceva sera, non ci si vedeva quasi più là sotto, e furono accese agli angoli della volta, alcune torce.
La catena abbastanza grossa pendeva dall'anella del soffitto, ed in fondo l'uomo vi era allacciato con una catena più piccola che lo cingeva al petto sotto le ascelle. Così tutto carbonizzato il peso del cranio equilibrava perfettamente col resto del corpo e lo faceva rimanere orizzontale; le mani, i piedi non c'erano più, le gambe finivano come due tizzi a punta, e delle braccia rimanevano soltanto gli omeri spalancati.
Aveva dovuto radunare pazientemente un buon cumolo di legna, dipoi salendoci sopra, o con qualche sgabello, doveva avere allacciata alla catena che pendeva dal soffitto quella che gli cingeva il corpo, in qualche modo acceso il rogo.... e rimasto lì.... penzoloni come un salame.... ad aspettare la morte.
Come si può fare un così lungo preparativo di morte senza un pentimento? Come non essersi disciolto al primo lambire della fiamma le sue misere carni?
Non fu trovato nè una lettera che giustificasse, che spiegasse.... nulla, il vecchio non lasciava alcuno scritto.