La rivista militare, che doveva aver luogo domattina, è stata rimandata.
IL CONSIGLIO DI STATO
«Io lo vedo ancora quel piccolo vecchio dalla faccia sorridente, coi dolci occhi azzurri, eccolo là, tranquillo e calmo, giunto ai settant'anni di vita laboriosa, di probità e di obbedienza. Non un'ombra nella sua onesta vita, non una macchia nella sua anima. L'amore del suo Re, ch'egli servì con cuore fedele, l'amore della figlia diletta, l'amore del suo Dio su tutti e su tutto.
E l'uomo che visse fino al limitare della sua esistenza in questa serenità dello spirito, in tanto candore di dolcezza, ad un tratto si cambia, si muta; la mente si turba, si sconvolge, i pensieri più soavi più puri e lucenti si oscurano e divengono baratri tenebrosi dove si annida la passione insana, una vertiginosa follìa.
E dopo lo spettacolo di amore e di pietà ch'egli ci ha offerto per settant'anni, ci prepara lo spettacolo orrendo del suicidio, del più folle suicidio, e pone davanti ai nostri occhi una scena infernale di fiamme, di ceneri, e di fumo!
Ah! miei buoni signori, e figlioli diletti, io vi domando ora come poteva quella coscienza travolgersi ad un tratto, come poteva germogliare d'un colpo la sterile pianta del male se questi semi non vi furono in essa per il passato, come, senza che uno di questi semi fatali sia riuscito a penetrarvi? Come poteva da sola perdersi se taluno approfittando di un istante di debolezza della sua mente di vegliardo non l'avesse sconvolta e guidata sulla via irreparabile della perdizione?».
— Voi sapete però eminentissimo signore ch'egli fu sempre un adoratore fanatico di tutti i Re, e forse più per il loro altissimo grado che per la loro persona.
— E che cosa volete dire con questo, Pipper?
— Chi ci assicura che quell'umile persona non racchiudesse fino ad oggi inespressa una grande, sconfinata ambizione?
— Mio caro Pipper, come potete dire questo? Chi servì fedelmente il proprio signore voi lo chiamate ambizioso? Ma via....