— Divenir leggero.... va bene mio caro.... ma... egli voleva uccidersi mi pare! Divenir leggero.... altro che leggero, si è ucciso.... non è la stessa cosa....

— Capperi! — acutizzò il beccafico.

— Bisognerà chiarire questo torbo — borbottò il gentiluomo delinquente.

— Qui se non usciamo si crepa! — sbuffò il grassone dalla faccia violacea che era divenuta gonfia come un pallone. — Ahuff!

Perelà non disse altro.

Poco alla volta non rimasero nel sotterraneo che la figlia di Alloro, mezza stupidita dal dolore e con due lagrime ghiacciate all'argine delle ciglia che non potevano più sgorgare, rimasero alcuni domestici, e i gentiluomini e gli ufficiali e soldati risalirono tutti negli appartamenti della reggia.

Furono fatte grandi osservazioni sull'indifferenza di Perelà, egli fu trovato per la prima volta indifferente.

Si andò dal Re a riportare il resoconto dell'accaduto. La fine di Alloro e l'indifferenza di Perelà, indifferenza che taluno osò, tra un brivido e l'altro, chiamare timidamente cinismo. Nessuno però volle esprimere chiaramente il proprio parere, e l'uno invocava tacitamente quello dell'altro, ognuno sperando in ognuno come primo lanciatore di un'accusa senza volerlo essere nessuno.

Si concluse convocando per la sera stessa il consiglio di Stato.