— Folle! Folle!

— Che liquidazione! — Interruppe bonariamente un bell'ufficiale.

— L'uno farebbe lume all'altro! — Rincalzò il gentiluomo beccafico — come ai tempi di Nerone, come ai tempi di Nerone! — e rideva un suo ihihih....

Qualcuno ricostruiva l'operato con Perelà collaboratore di Alloro; Perelà avrebbe legato il vecchio alla catena, e il vecchio fanatico si sarebbe lasciato legare.

— Oppure.... chi sa.... — diceva dimenando la testa quadra uno alto secco coi capelli corti corti e grigi che gli nascevano a mezzo centimetro dalle sopracciglia, tipo di criminale — chi sa.... Chi poteva udire quello che succedeva quaggiù stanotte o stamani prima dell'alba?

Mentre si facevano tutte queste supposizioni la vettura con Perelà e il suo seguito rientrava nel cortile della reggia. Perelà veniva subito condotto nel sotterraneo..

— Vedi? Vedi che hai fatto? Vecchio rospo affumicato?

La donna fu fatta tacere, tutti intorno fissavano Perelà spiando la sua espressione, anelando la sua parola. Egli, guardava serenamente l'uomo ciondoloni e dopo qualche minuto di assoluto silenzio si lasciò sfuggire dalla bocca alitate dolcemente queste tre parole: «voleva divenire leggero».

La perfetta calma colla quale furono pronunziate, la dolcezza dell'espressione colla quale Perelà guardava quell'avanzo di suicidio, quel teatro di morte, inasprì e stupì talmente gli astanti che tutti parlarono ad un tempo.

L'aiutante del Re si avvicinò a Perelà in tono molto mansueto, untuoso, quasi per condurlo a ragionare, e gli disse piano con molta deferenza: