— Riparare, siete ancora in tempo per riparare. Lo avete innalzato? E voi lo riabbassate. Gli avete affidate opere serie, gravi opere, senza comprendere quali enormi spropositi stavate commettendo, e quelle opere voi glie le togliete presto, subito, e sopra tutto.... allontanatelo dalla società.... fate in modo di farlo scomparire, per il bene di tutti.... escludetelo.

— Pilone se avete qualche cosa da dire....

— Oggi è una bellissima giornata, proprio bella, un magnifico e vivido splendore di sole, gli uomini sono tutti fuori senza ombrello, e si gongolano, passeggiando stupidamente come al solito, sculettano come tante oche, dondolandosi fra di loro, strofinandosi, rimescolandosi come le rane in una pozzanghera.... Ad un tratto il cielo si annuvola, in quattro e quattr'otto vien giù un bell'acquazzone; tutti scappano, saltano di qua, saltano di là, guardano in su, ah! eh! ih! oh! uh! i ranocchi, gridano, scivolano, si rintanano le vecchie talpe, e s'annaffiano tutti ch'è un piacere. Ah! Ah! Ah! Ah!

— Che uomo sconveniente!

— Domani il temporale si è dileguato e non si vedono che passare rapidamente, altissime e leggere le ultime nubi scariche. Tutti quelli che passano hanno sotto il braccio il loro ombrello, e se lo tengono bene stretto, i macacchi e le bertucce, nessuno passa senza. Giunge la sera, non è piovuto. Ah! Ah! Ah! Ah!

— Ma che manieraccia di ridere!

— Che paradossi santo Iddio!

— Ebbene?

— Che cosa intendete di concludere col vostro frizzetto?

— Che siete una manica d'imbecilli!