Sono le dieci, si attende il ministro della giustizia coi giudici.
Tutti gli sguardi sono rivolti all'imputato, dalla marea del popolo, in fondo, si vedono continuamente sobbalzare teste che cercano di poter vedere l'uomo, quell'abbassarsi ed alzarsi dà la sensazione di una grande tempesta in un mare di patate.
Si sussurra si sussurra ma nessuna voce si distingue.
Si respira già quell'aria vaporosa umida, orribile ricetta di polvere di decrepiti legni, di decrepite tappezzerie, e di fresche esalazioni della giovane e vecchia umanità. Riescono talora ad infilar visi con tutta la loro ironìa alcune spire di fino Houbigant o di Coty, somigliantissime a certi maliziosi risolini femminili, così fini come lame di rasoi. Quel miscuglio che si perfeziona col miscuglio stesso della gente, proprio di certi grandi teatri popolari, aule universitarie e politiche, ma che in quelle della giustizia in giorno di grande processo raggiunge la sua perfezione assoluta.
Si fa silenzio sepolcrale, entra il ministro della giustizia. Nell'aula, che si sembra d'un tratto vuotata, si ode ora solo il fragoroso tuonare di imponentissime poltrone smosse sulle assi del pavimento.
Il ministro della giustizia si fa in piedi, volge intorno gli occhi nella assoluta cristallizzazione dell'ambiente. Solamente Perelà dondola appena appena sul suolo.
— Prima che il processo si apra, chi è il difensore dell'imputato? — Silenzio, il ministro fissa Perelà, Perelà dondola ancora impercettibilmente. — Imputato, chi è il vostro difensore? — Silenzio, la compattezza dell'ambiente incomincia a screpolarsi. — Non avete un difensore? Voi avete pure il diritto di essere difeso! — Il corpo incomincia la sua screpolatura con qualche rumore. — Ebbene, chi vuole essere il suo difensore? — Le crepe si allargano rumorosamente. — Nessuno risponde? — Alcune si fanno voragini, incominciano a crollare i primi tocchi con frastuono. — Non c'è uno che voglia difenderlo? — È un rotolamento generale di tocchi che alla loro volta rotolano e si disfanno. — E non basterebbe questa prova per firmare già la vostra condanna? — Tutto si disfà, si sgretola, si disperde, l'ambiente è in frantumi.
— Silenzio!