— Svergognata!
— Sculacciatela sulla piazza con quel porco di Perelà.
La marchesa solleva un braccio pure tenendo la testa bassa, si fa un relativo silenzio.
— Sì, insultate.... bestemmiate.... è bene.... è bene, perchè voi non imprecate che contro le cose grandi! — Urla, fischi. — Voi, non vi potreste meglio tradire, o meschini!
Uomini generati nei viscidi uteri sanguigni, usciti come rettili dalle contorsioni dei muscoli nel delirio della lacerazione della carne, egli è sopra a tutte le stirpi, sopra a tutto il sangue!
È il figlio della fertile vecchiezza di tre vergini che lo nutrirono non col nauseante umore del loro seno, ma coll'incanto della loro voce, col calore della fiamma delle belle querci e degli abeti. Voi benediceste ciecamente un giorno la sorte che ve lo aveva mandato, e colla stessa cecità ora la condannate.
Uomini vili! che non sapete servirvi che dell'insulto o della menzogna! — Urla, fischi, rumori osceni. — Voi preparate a quest'uomo la stessa pena che date ai ladri e agli omicidi, ma egli è stato nuovo con voi, riuscite almeno ad essere nuovi con lui! — Urla, fischi, trombette, rumori di ogni genere, la Marchesa grida a perdifiato, ma solamente i più vicini la possono udire.
— La fine di Alloro non è la prova più grande del suo potere? E quando anche egli avesse fatto tutto e tutti abbruciare col suo incanto non sarebbe egli il più grande, il più infinitamente grande di tutti gli uomini?
— È pazza!
— Fatela tacere!