— È una donna!

— È innamorata!

— Stupida!

I rumori crescono, si raccolgono qua e là alcune invettive, alcuni insulti, al banco del ministro grande can can dei campanelli.

— Silenzio!

— Uomini dai visi arcigni, verdi per il tossico della vostra invettiva, guardatelo! Egli è là sereno, immutabile, tranquillo! Che cosa ha egli detto per discolparsi? «Io sono leggero». E io pure da questo momento mi sento leggera, come lui, e sfido, sfido le ire di tutti, tutti vi sfido, che siete tutti contro me sola!

Ella leva ancora in alto le braccia agitando i veli grigi intorno al corpo in atto di volare.

— Fatela tacere!

— È una donna!

— È innamorata!