— Io comporrò per voi un'ode in tredicimila versi endecasillabi e un settenario sdrucciolo, e ve la manderò quanto prima pubblicata sulla migliore rivista del paese.
Eccovi il mio ultimo libro di versi: Ballate.... malate.
— Oh! che peccato poverette.
— Non vi prendete pena.
— E di che male soffrono?
— Nessuno, stanno benissimo.
— E allora perchè avete detto che sono malate?
— Perchè altrimenti nessuno si occuperebbe della loro salute; così va il mondo signor Perelà. Contate sulla mia amicizia, ed io spero poter contare sulla vostra, siamo in fondo due poeti, e potremmo benissimo scrivere un poema drammatico in collaborazione.
Verrà subito dopo di me Costantino del Pesce, il critico, signor Perelà io vi supplico di non ascoltare una parola sola di quello ch'egli sarà per dirvi, il poltrone, è fuori della porta che attende, aspetta ch'io sia uscito per potervi parlare, vi parlerà di me senza dubbio, il parassita.
Monsieur de Perelà j'espère de vous rencontrer dans le monde.