Gli uomini hanno bisogno di sparlare sempre dei proprî simili e non avendo generalmente il coraggio e l'intelligenza per arrivarci a dovere inventano la verità detta da un altro e finiscono per credere che sia proprio quello che avrebbero pensato loro.

Vede ognuno così tutti i suoi simili affogare nel pantano e lui se ne sta a guardarli allegramente su dall'alto.

Ma voi, ditemi un poco una cosa, cosa siete venuto a fare qui?

— Nulla.

— Benone, e voi fatene un'altra, ritornatevene là dove siete stato fino ad oggi che sarà meglio per voi, gli uomini li conoscerete un'altra volta, non perderete molto, e non vi auguro che gli abbiate a conoscere proprio questa.

Aspirate anche voi a diventare un tarlo come tutti gli altri? Gli uomini rodono gli appartamenti della natura nè più nè meno come i tarli rodono i loro appartamenti.

Sapete quale ragione adducono per giustificare questo rosicchiamento? Dicono che la terra li attrae! Li attrae! Sfacciati che non sono altro! Vi si sono spadellati, e vi si rotolano sopra mezzi vivi e mezzi fritti! Oh! La terra li vomiterebbe volentieri tutti all'infinito! Sono la sua pietanza più indigesta, gli ha tutti per la gola e sullo stomaco, nessuno deve esserle passato ancora nell'intestino.

C'è però una cosa che gli uomini hanno veramente creato e bisogna riconoscergliene il merito: la polvere! Guardate bene dove essi camminano strofinando senza tregua le loro sbrindellate miserie, guardate le vie che hanno pestate e sulle quali si strascicano con ogni sorta di attrezzi per stropicciare il suolo affinchè ne dia quanto più è capace. Si servono dei macigni più grandi per fabbricare dei pezzi di roba che gli stanno poi nel palmo di una mano. Voi vedete oggi una bella montagna di ròcce che vi sembrano inaccessibili, se gli uomini incominceranno a praticarla, ad introdurvisi, ad operarvi, in poco voi quella montagna non la vedrete più, che se ne saranno fatte tante saliere o calamai. Eccovi un bell'albero ampio e diritto che tiene nobilmente il suo legittimo regno, loro, questi sterpi ambulanti, vi si metteranno alle radici coi loro piccoli strumenti, e dagli a stridere, limare e rosicchiare, col più lungo e vile lavorìo ve lo faranno cadere, e non c'è caso che se lo facciano venire sulla testa, un corno! al momento giusto si fanno indietro. Un giorno vi accorgerete che con quell'albero sono dietro a stuzzicarcisi i denti.

Datemi ascolto, non rimanete qui, andate a casa vostra, non vi fidate, se vi fanno tutte queste smorfie, tutte queste moine, non vi ci attaccate, essi godono ad inalzare un uomo a furia di spinte, per potersi poi godere il doppio a lasciarlo andare giù di botto.

— Ma io sono di fumo....