— Silenzio!
— I dolcieri che fanno le ciambelle, maneggiano la pasta con grande sveltezza e pongono sopra un asse, l'una presso l'altra, le ciambelle pronte per il forno. Così voi non potete assolutamente giudicare della loro riuscita.
La cottura, la maggiore o minore compattezza della pasta, il lievito, faranno che all'uscita dal forno le ciambelle non saranno uguali fra loro. Ve ne sarà taluna con un grosso buco rotondo, taluna oblungo, un po' più piccolo, più ovale, taluna ne uscirà addirittura senza, otturata. Ve ne sarà una infine nella quale il buco sarà rimasto impercettibile, appena si può vederlo se si pone la ciambella contro la luce. Un raggio solo vi può penetrare.
La natura, che tutti lodano maestra di perfezione, mio caro signor Perelà, non è meno manuale del dolciere che fa le ciambelle, e gli uomini, per quanto si assomiglino tutti fra loro, portano addosso le più strane diversità. Ebbene, quella ciambella dove appena un raggio poteva penetrare.... sono proprio io, io signor Perelà sono quella ciambella.
— Non è vero che è carina?
— A me questa storiella fa sempre tanto ridere.
— A me dà però allo stomaco la faccenda di Carlomignolo.
— Avanti dite, dite, come fu che incontraste Carlomignolo.
— È colla parola della scienza che io vi parlo signor Perelà. La mattina dopo le nozze, il mio matrimonio fu sciolto legalmente. Io fui sulle bocche di tutti, e dovei allontanarmi per qualche tempo dal mio paese.
La mia buona madre mi portò a viaggiare per distrarmi.