Incontrai talvolta alcuno che, per la comune simpatia, e per quel giovanile trasporto di amore mi sembrò quello col quale ritentare la dura prova. Piena di speranza e pur tremante di dubbio andai verso di lui! Ahimè! Voi sapete meglio di me signor Perelà che quando si cerca una tale cosa è proprio allora che ci si incontra nel suo contrario.

Colla mia buona madre visitai l'Europa e buona parte dell'Asia, fui nell'India e nel Giappone, e mi accingevo a passare l'oceano, portando così per tutto il mondo la mia infelicità, e per usare anche un poco di quella grande ricchezza che in miglior modo mi era negato impiegare.

Noi eravamo in un pittoresco villaggio della montagna a trascorrere il caldo dell'estate quando mia madre intese parlare da una lavandaia di certo Carlomignolo. Mia madre senza punto scorgere nel significato di quel nome, ma solamente attratta dalla curiosità, domandò alla donna chi fosse quel tale e perchè lo chiamassero così. La donna si mostrò subito tanto imbarazzata nel rispondere che mia madre, sempre più incuriosita, incalzò nelle domande. Egli ha.... mia cara signora, una cosa.... una cosa, mia cara signora, diceva la donna ridendo ma arrossita e piena d'imbarazzo, una cosa.... che sembra il dito mignolo di un fanciullo di quattro o cinque anni.

Mia madre, che non si aspettava la soluzione dell'enigma, diede un grido, e quasi svenne. E la donna intanto incalzava: è un infelice signora, tutte le donne del villaggio si sono burlate di lui, egli in principio non capiva la propria sciagura.... tutti ormai lo sanno e lo burlano e lui finirà per chiudersi nel chiostro dei capuccini. No! No! No! gridava mia madre correndo avanti e indietro nella più feroce impazienza. Carlomignolo venga dinanzi a me!

Mia madre tutto combinò a mia insaputa e ad insaputa di Carlomignolo.

Una mattina ella mi condusse in un leggiadro boschetto e mi lasciò sola pregandomi di attenderla lì un poco.

Là in fondo, al principio del bosco, si aprirono d'un tratto, come grandi portiere, due bellissimi rami, apparve nel mezzo un giovane alto grosso robusto, biondo, con una bellissima faccia infantile rosea e senza un solo pelo. All'aspetto poteva avere ventidue o ventitrè anni e poteva essere il figliolo di un piccolo commerciante del villaggio o di un qualche fattore.

Egli si fece innanzi; e per quanto impacciato e tremante, pure con aria maestosa per la sua bellissima figura. Passandomi vicino mi chiese con un filo di voce: la signora sua madre deve venir qui? Sarà qui a momenti, se vi occorre qualche cosa potete attenderla. E sempre più impacciato venne a sedermi vicino sulla nuda terra.

Come era bello! Sdraiato così tra il verde, in una attitudine forte e maschia, quasi da eroe, eppure estremamente infantile. Incominciai a sentirmi un poco impacciata anch'io, e piena di vergogna. Non sapendo cosa dire gli chiesi: come vi chiamate? Carlo.... e s'interruppe.

I suoi occhi celesti si cuoprirono di due nubi turchine. Io ero tutta turbata e lui era turbatissimo.