Quante volte avevo tremato così vicino ad un uomo! Avevo follemente sperato.... tentato un'altra volta.... e tutto era finito in una risata, nella più ridicola avventura, nel più crudele sgomento.

Carlo mi era vicino e tremava, ed io tremavo, ci saremmo slanciati l'uno nella braccia dell'altro ma qualche cosa ci tratteneva, che?

Nessuno dei due sapevamo allora che cosa trattenesse l'altro, tremavamo entrambi per la stessa pena. Come vincemmo il nostro terribile dubbio? Non so.

Dopo qualche momento, dopo non so quale sopore, mi svegliai felice, non credendo al prodigio. Io avevo conosciuto un uomo, signor Perelà, Carlo aveva trovata la sua donna. La mia buona madre colla sua avvedutezza aveva preparato il miracolo.

Il primo desiderio fu di ritornarmene in patria; ma data la inferiore condizione sociale del mio Carlo non potei presentarlo alla società e alla corte; egli è figlio di un piccolissimo albergatore di quella campagna. Sul principio nessuno seppe nulla ed io potei anche passeggiare impunemente col mio adorato consorte, ma siccome tutti fantasticavano sui fatti miei, venne in luce la verità, e i buoni burloni volevano portare in trionfo per la capitale il mio Carlomignolo.

Egli vive con me, nel mio palazzo, o in alcuna delle mie ville, lungi dagli sguardi di tutti.

— Dicono che sia un bellissimo uomo a vederlo così.

— Robusto!

— Donna Giacomina ne ha una cura....

— Sfido, dove ne troverebbe un altro?