— Enos vive in una sua villa misteriosa dove nessuno può entrare: nessun uomo penetra mai.
— Le è compagna la Catulva, la grande attrice drammatica.
— Si racconta che di notte, nel loro giardino, si vedono due ombre, che sembrano due lunghissime gonne brune, che si rotolano avvinte sulla terra. Ma.... di lei.... nessuno sa.... nessuno può dire....
«DIO»
Penso oramai come voi, Perelà, a quelle tre donne, io sono alla sommità di un camino e le sento parlare. Il loro bisbiglio attrae ogni mio senso, io sono incapace di vedere, e di muovere anche poco le mie membra. Esse parlano dell'umano dolore.
Quale delle tre parla? È Pena? È Rete? È Lama?
Una narra tutta la pena di un cuore; una spiega tutta la rete che lo allacciò, quel cuore; ed una tiene in mano la lama che lo trafiggerà.
— Dio.
— Sì! Le sento, le sento! E non so che mi spinge a distinguere una cosa di loro. Dite, signor Perelà, dite, quale cosa desideraste più vedere di quelle tre donne? Quale fu quella cosa che imaginaste di più, o che vi lusingaste di avere meglio imaginata?
— Gli occhi di Pena, le mani di Rete, il sorriso di Lama.