— E come? Certamente. Chi non lo sa? Dio! Ma Dio è.... Dio! Tutti bene lo sappiamo noi, ma lui.... Ora mi farete compagnia per la mia passeggiata quotidiana dentro il parco reale. A momenti è per calare il sole, la vettura già attende, è l'ora, venite.
— Maestà! Tutte quelle regine che voi ponevate in disparte colla carta di spade.... le regine dei re morti.... nel fondo della tavola....
— Eccole, sono in fondo del parco reale. Guardatele camminare, come pesantemente trascinano il loro manto di lutto! Guardatele come sono tutte velate, dall'involucro nero solo il pallore del volto ne risalta. Nella destra hanno la spada.
— E sempre si aggirano qui?
— Vivono in questo parco ombroso e umido, cimitero delle viventi, restano sempre fuori vaganti, dentro la cancellata che le chiude.
— E non si divorano esse l'una con l'altra?
— E perchè? Non sono tutte uguali là dentro? Non furono tutte Regine uguali? Non hanno tutte un manto uguale, un ugual velo? Me sola divorano cogli occhi, e cennano guardandomi l'entrata del cancello.
Domani quella porta si aprirà un'altra volta forse....
Ogni sera la Regina le viene a visitare sul tramonto del sole. Ve ne sono là dentro delle giovani e delle vecchie anche. Regina Cleofe c'è da cinquantanni, è la più vecchia.