La povera Regina s'era spenta nel dare alla luce un simile prodigio, era rimasta ancora per quattro anni colla bocca spalancata in agonia, prima d'esalare la sua anima purissima a Dio.

Ma che voleva dire? Ella si era tutta sacrificata per la patria adorata, il sacrificio era stato a pieno coronato, s'era trasfusa intera in lui, e in lui più grande risplendeva, e la si venerava già come una martire santa.

Lo stesso Ludovico XII, dopo la nascita dell'erede si era placato, offuscato, si sentiva più poco la sua presenza in ogni cosa, e infine il suo pugno di ferro s'era fatto mansueto, e il conte Ercole Pagano Silf poteva oramai manovrarlo come un manico qualsiasi attaccato alla spalla del Re.

Un giorno, il bellissimo principe sarebbe stato incoronato! Con quale grandezza avrebbe salito il trono, e cinta la corona e vestito l'ermellino! Gli sarebbe stata scelta una sposa degna di lui, e tutto ritornava a sorridere lietamente in Birònia dopo il dramma delle undici principesse, e della infelice Regina Sofia Clementina.

D'anno in anno le principesse crescevano e andavano spose alle più lontane e vicine corti, e venivano per loro mezzo strette nuove e salde amicizie, in tutto era tornata la pace e la felicità.

***

Compiva il ventesimo anno il giovine Principe, e Ludovico XII Re di Birònia, moriva.

Si sa che negli ultimi istanti della sua vita volle al suo capezzale solo il figlio, e che proprio prima di chinarvi sopra la testa definitivamente fece chiamare ancora una volta il conte Ercole Pagano Silf, che rimase fino all'ultimo presso il morente Sovrano, e a fianco di quello che sorgeva.

E per primissima cosa terminati i funerali imponentissimi di Ludovico XII ed il lutto brevissimo, se pure angoscioso e sincero, fu deciso di dare una sposa a Ludovico XIII.

Il popolo reclamava il giusto atto, reclamava una Regina, della quale da tanto si sentiva privo, degna di tanto Re.