Iere stava bene. Mie.... Tony! Ah!... Deciotto anne! Signor Preore!... — Don Pasquale si riscosse, ella si accorta della sua presenza. — È foenita! Signor Preore! Ah!... Onne domeneca mie Tony.... ascoltare sua messa.... Signor Preore.... ah!... tutto el tempo engenocchiato.... Pregare.... pregare per mie.... angelo! Benedire!... Benedire!... È foenita!... — Il vecchio parroco strizzò forte le palpebre per accertarsi di essere desto. Dove era? Era proprio sicuro di non sognare? — Benedire! — Gridò l'americana volgendosi finalmente verso di lui e mirandolo coi due occhi che sembravano partire come proiettili. Le cinque donne caddero inginocchiate d'un colpo, il vecchio prete non sapendo più come cavarsela, istupidito dal caso, alzò la destra tremolante, segnò in aria una.... serpolina.... qualche cosa che potesse rassomigliare ad una croce ma che non lo fosse, per amor di Dio! Che non lo fosse!

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Don Pasquale rientrando in casa a notte tarda usò ogni cautela per non destare Drusilla, ma non vi riuscì, appena a caposcala la serva lo chiamò, lo richiamò, domandò insistè: — ssss.... — fece due o tre volte il prete, e spazientito andò difilato nella sua camera. — Che cosa doveva raccontare? Di dove doveva incominciare? Quella donna era capace di far nascere un putiferio — Non era però ancora entrato nel letto che un'ombra bianca si fece alla sua porta: Drusilla in camicia. Ce ne volle per rimandarla senza spiegazioni, e se ne andò con tale nodo di rabbia alla gola che per tutta la notte borbottò ad altissima voce.

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All'alba fu lasciato alla parrocchia un biglietto urgentissimo da parte di Miss Globe. Don Pasquale lo lesse, lo malmenò, girò su e giù per la stanza, poi risoluto uscì gesticolando. Rincasò che erano suonate le otto, e alle sette doveva dire la messa, era cupo inquieto. Drusilla, muta, sibillina, seguiva ogni passo ogni gesto con piglio di minaccia, come un Dio offeso terribile nella sua vendetta. Era la prima volta che la fede aveva un mistero per lei.

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Alle undici la serva apparve con un nuovo biglietto. Il parroco seduto al tavolo, fisso pensava, la donna entrò come caricata, quando fu nel mezzo della stanza gettò la busta al prete con tale violenza che questa andò a battergli sul nicchio e ruzzolò dipoi sotto la tavola. Girando quindi sui tacchi, come un automa, Drusilla era per uscire.

— Drusilla! Drusilla! Gridò alla fine il prete serrandosi la testa fra le mani — Drusilla!

— Ma che c'è? Si può sapere? Che c'è, vecchio scimunito?

— Senti però, senti, se parli t'ammazzo! Drusilla, t'ammazzo! T'affogo nel pozzo!