— La salamandra?
— Sì!
— Ma lei cosa gli ha risposto?
— Che non sono matto come loro, che non lo faccio, nemmeno se mi ricuoprissero d'oro; hai capito Drusilla? E dire che l'ho mezzo benedetto! È matta! È matta!... — Il vecchio tacque sprofondato nel suo rammarico. Drusilla, che alla parola oro aveva dato uno scossone istintivo, rimase un po' pensosa, poi andò a cercare la busta sotto la tavola, inforcò gli occhiali, e con grandi movimenti delle labbra lesse il biglietto dell'americana la quale si serviva di chiave americana per forzare la serratura. «Se fare funerale dare voi subito lire diecimila. Jennet Globe». Drusilla compitò prima la cifra poi gridò: — diecimila lire? — Alzò in aria un grugno porcino come per acclimatarsi in quell'atmosfera aurea, e siccome il prete taceva — Ohe! È sordo? Diecimila lire!
— E che vuol dire?
— Diecimila lire: — ripetè la serva ninnolando le sillabe come fossero monete — Se glie ne chiedessimo ventimila — pensava....
— Ma Drusilla! — Gridò il vecchio, non comprendendo il suo giro d'idee — Drusilla?... Che pensi?... Drusilla! Un cane!
— Diecimila lire? — Ripeteva la donna ancora così estranea a quel suolo.
— Un cane! — gridò il parroco.
— Un cane! — Gridò la serva.