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All'Ave Maria, quella sera, suonarono lungamente le campane a morto — Un angelo! Un angelo! — correva su tutte le bocche — Un bimbo venuto dall'America morto ad un tratto nella villa di Miss Globe — I funerali, indetti per la sera dopo, sarebbero stati magnifici, come si conveniva a un gran signore di quella specie. Cose mai viste. In poco il villaggio fu pieno di questa notizia. Nella circostanza l'americana gettava oro a palate, come il granoturco, tutti dovevano beccare. Le regalìe furono stabilite in un'interminabile seduta che Miss Globe ebbe con Don Pasquale.

Lire 500 alla banda paesana per il suo concorso, Lire 100 a ciascun parroco che dai paesi vicini fosse intervenuto. Lire 100 a ciascuna delle quattro fanciulle che a spalla avrebbero portata la baricella coll'angelo. Lire 50 al crocifero e 25 ciascuno ai due portalanterna. (Impubblicata rimase sempre la ricompensa per Don Pasquale). Ai fanciulli sotto i sette anni che fossero intervenuti vestiti da angelo Lire 10, Lire 5 finalmente a chiunque altro avesse seguito il funerale.

Avanti l'alba del gran giorno Don Pasquale partì, con una diligenza, per la città, fece acquisti di parati, di torce torcetti candele candelieri, infine una campana che nel campanile da più di dieci anni mancava per fare il doppio. Miss Globe pagava. Drusilla era per le furie. Come dovevano essere le ali degli angioli, come dovevano andar vestite le vecchie, le spose, le giovani.... ma sopratutto le ali degli angioli — Sotto i sette anni! — Gridava la serva con l'indice in aria quasi fosse un articolo della legge — Sotto i sette anni! — Le ali, le ali, domandavano tutti: — Figli di cani quanti ce n'avete di questi angioli?

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Bdbun.... Bdbun.... Bdbun bun bun.... Bdbun.... Bdbun.... Bdbun bun bun....

Dopo la banda paesana, a quattro o cinque passi di distanza incominciava il funerale. Don Pasquale, primo, camminava un po' a stento, il vecchio parroco era forse stanco dalle tante fatiche della giornata. Dietro di lui salmodiavano sei preti venuti dai paesi vicini. (Relativamente vicini perchè uno di essi aveva fatto a piedi trenta chilometri di scorciatoie per intervenire). Poi la piccola bara dorata dove in un prezioso cofano d'argento era stato deposto l'angelo, veniva portata a spalla da quattro fanciulle vestite e velate di bianco, e dietro uno sciame d'angeli di tutte le qualità, di tutte le misure, di tutti i colori, in velo celeste, bianco, rosso, con cintura ali e corona di carta dorata come piccoli diavoli e diavolesse, in giallo, in verde, con un semplice grembiale, alla marinara, ma sempre angioli colle ali, angioletti angiolini.... angioloni. Se ne vedevano di quindici o sedici anni con due alette dietro e via. Cacione, un brindellone di venticinque anni arrancava dietro idiotescamente con due alucce di foglio, una in forma di cuore, l'altra di pera. Madri che portavano l'angelo in collo, e lo tenevano voltato dalla parte delle ali, ad uno appena nato le ali erano state messe davanti e gli ciondolavano dal collo. Seguivano i fanciulli e le fanciulle della prima comunione, quei pochi che non erano stati inclusi nella categoria angeli. Le figlie di Maria cantavano.... stonavano per conto loro. Poi le spose, le vecchie, e ultimi gli uomini. C'erano dei ciechi menati per la mano, e due donne che portavano sopra una sedia un vecchio paralitico. In ultimo, due grandi vetture nere a due cavalli: nella prima Miss Globe sola, estatica nel suo dolore, nella seconda le sue quattro donne.

E questo funerale percorreva la via deserta del villaggio, non uno era sulla strada a vederlo passare, tutto quel popolo era diventato funerale. Chiuse le botteghe le case le finestre, non uno era rimasto; una sola persona non si era mossa: Drusilla. Vegliava sugli eventi, ferma al suo posto, pronta a tutto, a chiunque si fosse presentato, preparava frasi per averle sulla punta della lingua al momento del bisogno, e girando su e giù per l'andito fra la chiesa e la sagrestia, borbottava, gestiva, si fermava, si puntava, si lanciava. — Quel buon uomo è stato ingannato! È un povero baggiano, non ha colpa! Quell'americana è matta da legare! L'hanno gabbato, siamo innocenti! — Eppoi cambiando tono — Meglio un cane cristiano che un cristiano cane! Porci! Porci! — Ma mentre per la bianca via provinciale si dilungava nel bel tramonto d'autunno l'allegro funerale, la serva in fondo in fondo carezzava un vecchio sogno. Le diecimila lire dell'americana sarebbero bastate al suo progetto nel peggiore dei casi. E si vedeva già in una piccola fiaschetteria della città, fra persone civili, i soliti frequentatori.... essere chiamata.... padrona.... signora.... fare un po' di buona cucina, come la sapeva far lei quando non le mancava il necessario, guadagnare, vivere agiatamente.... essere ritenuta donna piena di quattrini.... E vedeva già il vecchio, non più prete, tutto il giorno a fare la sua partita nel retrobottega coi migliori assidui.... oh! egli non doveva pensare ad altro, lei avrebbe saputo da sola far prosperare l'esercizio....

De profundis clamavi, ad te, Domine: Domine, exaudi vocem meam.

Requiem aeternam dona ei, Domine.