«Come a quella povera piccina piacevano i fiori! Una cosa straordinaria!». Ma non poteva averne che pochi e ben di rado. Che infelicità! — I fiori sono delle spese inutili — le diceva la grossa madre. — Una famiglia non può permettersi di gettar denaro in certe buggerate. — Ella sarebbe andata volentieri a letto senza cena per due belle rose.
Morì la piccola sentimentale.
Ora la madre le porta in cimitero, almeno due volte ogni settimana, i più bei fiori che si possano trovare. «I suoi fiori!» dice la grossa donna sbuffando lunghi sospiri: «come a quella povera piccina piacevano i fiori! Una cosa straordinaria!».
PER UNA BELLA DONNA (COMMEMORAZIONE)
Esco in questo momento dalla visita di una salma.
Ho fatto la strada assorto nei più rosei pensieri, e rientrando in albergo penso ancora serenamente alla mia visita.
È morta una signora che conoscevo da molto tempo e che amavo fraternamente. Ella è stata precocemente strappata alla vita, voi penserete; no, noi eravamo amici stante l'enorme differenza di età che ci separava. Io ho ora giusti ventiquattro anni, essa ne aveva certamente settantaquattro, cinquanta di più. E stante ciò è assolutamente necessario ch'io subito vi dichiari che i nostri rapporti furono solamente quelli di una simpatica fraterna amicizia, e del più schietto cameratismo.
È per una stranissima combinazione che ho potuto rivederla. Tutti e due ci trovavamo contemporaneamente di passaggio in questa città senza saperlo. Ella vi è morta, io, avutane stamani per caso la notizia, sono corso a visitarla un'ultima volta prima che divenisse possesso del becchino.
Sono andato. Il segretario dell'albergo mi ha fatto accompagnare nella camera ch'ella occupava, trasformata in cappella ardente. Il letto, coperto da una ricca coltre di velluto rosso, era circondato da altissimi candelabri dorati a moltissime candele elettriche tutte accese, e sul letto la mia povera amica era distesa. Nella stanza cinque o sei tipi di estranei, nessuno che la mia memoria potesse ricordare. Solamente Fanny, la sua cameriera, le stava vicino senza piangere, ma intenta a vegliare il cadavere scrutandolo da capo a piedi, come s'ella dasse quella rappresentazione, di mostrarlo alle facce indifferenti che si trovavano nella camera. Quando sono stato ai piedi del letto Fanny mi ha riconosciuto e mi ha rivolto un mesto sorriso.
La mia povera amica non mi ha mai lasciato così sodisfatto di lei come dopo quest'ultima visita. Mai, altra volta, partendomi da lei, le ho rivolto così intero il mio pensiero, mai mi è piaciuta tanto come quest'ultima volta.