Non un fiore intorno, la camera non portava nessun segno eccezionale, nessun indizio di disordine riparato in fretta, non recipienti che non fossero quelli dell'uso quotidiano, non bottiglie di farmachi rimaste qua e là, nulla; tutto in bell'assetto come in ogni altro pomeriggio quand'ella stava bene. Per tutto un odore fresco di rose.
Di dove è entrata la morte qua dentro? Io mi domandavo guardandomi attorno.
La mia povera amica dunque giaceva supina, col busto rialzato, in attitudine molto disinvolta, vestiva una tunica attillata, semplicissima, di panno nero, senza alcuna guernizione, formata davanti come a scapolare. Questa tunica, scollata un po' in forma di rettangolo, lasciava scoperto tutto il collo e la sommità del seno che apparivano di alabastro invece che di carne. Delle calze nere finissime trasparenti, e dei meravigliosi scarpini di velluto rosso cupo con ricche fibbie in oro e strasse. Le maniche, che finivano al gomito, lasciavano venir fuori le braccia perfette e candide, e due manine accuratissime, che sembravano di cera, riposavano ai lati del corpo leggermente, con semplicità.
La testa era un capolavoro di eleganza. L'acconciatura dei suoi magnifici capelli d'oro con grande cascata di anelli e ricci, sorretti da un cerchio d'oro lucido, riusciva d'un effetto sorprendente; e la faccia era preparata con tale insuperabile squisita finezza come per un ricevimento o un ballo. Sfumate morbidamente le guance di un roseo caldo, vellutato; le narici, le labbra, toccate di minio con inarrivabile maestria; e alle orecchie, infiammate, due grosse perle ai lobuli, tenute a vite. Sul seno, dalla parte del cuore, un gruppo di rose, rosso cupo, del colore preciso degli stivalini.
Mi sono avvicinato fisso sulle rose, domandandomi se il delizioso odore che invadeva tutta la stanza fosse emanato da esse, e quando sono stato per chinarmi ad esaminarle, Fanny, con un gesto molto naturale, mi ha fatto capire che erano finte.
Ella ha sorriso e ha fatto presso a poco il gesto che avrebbe fatto la sua padrona se avesse potuto scorgere la mia curiosità.
M'ha assalito un desiderio pazzo di darle un bacio, ma un po' per la vergogna di quegl'intrusi, un po' anche al pensiero di scomporre quel volto perfetto, Fanny stessa certo me lo avrebbe impedito, mi sono detto di non farlo. Ho guardato coloro che erano per la stanza. Ma chi erano? Fanny non mostrava di curarsene, ella non si occupava che della sua signora. Ad un tratto ha aggrottato le ciglia in un istante di ansia, fissando strenuamente la piccola bocca vermiglia della padrona, poi ha emesso un grande respiro sollevandosi. Di che aveva paura Fanny? Che cosa poteva ormai succedere più di quello che era successo già?
Ho lasciato quella stanza squadrando in modo diffidente quei tipi, sorridendo mestamente a Fanny. Ella m'ha sorriso astraendo per due secondi la sua attenzione dal cadavere, e sono sceso, quasi quasi preso da una.... da una volontà di fischiettare.... di ballettare.... Ho inchinato il segretario al bureau, ho fatto un profondo ringraziamento al portiere che m'ha aperta la vetrata con premura, sono rimasto un istante incerto sulla porta, poi mi sono deciso da quale parte dovevo dirigermi e sono venuto qui, in albergo, a riposarmi un poco e a pensare alla mia povera amica.
Se ella avesse potuto imaginare che per l'appunto io, di tutti i suoi amici, doveva vederla oggi! Quale combinazione mi ha riserbato la sorte! Ella è qui di passaggio, ci si ammala rapidamente, vi muore, senza che nessuno ne abbia notizia; nello stesso tempo io mi trovo in questa stessa città, a caso so stamani della sua morte, e giungo proprio in tempo per rivederla poche ore prima della sua definitiva scomparsa.... Io sono affondato in questa poltrona e non posso distogliere il mio pensiero da lei, e forse per molti giorni questa impressione mi seguirà.
Ma quella gente estranea.... Che fossero delle comparse? Delle persone messe lì per chi potesse casualmente venire? Nessuno di quelli aveva un aspetto troppo elevato per esserle amico.... eppoi la loro espressione era precisamente quella di gente che sta lì pagata, a ore. Si tenevano tutti indietro, senza nessuna intimità col cadavere.... Ma non era dunque che una rappresentazione quella alla quale ho assistito? Io ho avuto questa fortuna di goderla e il ricordo mi seguirà sempre. Ma com'è che Fanny non è stata più espressiva con me?