— Eh.... forse, ne ha tutta l'aria, vero?

— Sei stato l'amante di una vecchia, me l'avevano detto una volta al caffè, non volli crederci, ora incomincio a convincermene, sei stato l'amante di qualche vecchia infame, bacchettona, e che tabaccava per giunta, dentro c'è una tabacchiera, ci scommetto.

— Ma che vecchia, che tabacchiera, smetti grullo! Vuoi proprio sapere come è venuta qui questa borsa? Senti: stavo per uscire, un giorno.... cinque anni or sono, ero fermo alla porta, mi infilavo i guanti e davo qualche disposizione alla mia donna, essa teneva la porta mezza aperta. Vennero dalla via a un tratto delle grida confuse, e quasi insieme, ci capitò addosso senza che lo avessimo sentito, uno precipitandosi violentemente dentro la stanza, la donna fuggì spaventata ma io potei subito distinguere che le grida dicevano «al ladro! al ladro!» Compresi, era lui. Chiusi istintivamente la porta, la donna era affacciata cogli occhi fuori della testa, il ladro si era fermato in fondo alla stanza, rasente al muro a capo basso, alzava gli occhi per osservare la mia espressione senza supplicare, e senza avere per nulla aria minacciosa, aspettava quello che io avrei fatto.

E proprio mentre io pure lo osservavo incapace di prendere su due piedi una risoluzione qualunque, suonarono il campanello, feci lesto un cenno al giovane di ritirarsi nella stanza vicina, la donna pure si ritirò, aprii lesto, tutto pronto com'ero per uscire, cappello pastrano guanti bastone.... una guardia municipale, e dietro, alle sue spalle facevano capolino ansanti tre o quattro borghesi, e per le scale si sentiva gente salire e vociferare.

— Scusi, è entrato qui, in questa casa, un ladro, uno che ha strappato una borsetta ad una signora, l'hanno visto entrare in questa casa, ma non ci riesce di trovarlo, non c'è.

— Ma.... non so davvero, io non mi sono accorto di nulla, qui non può essere entrato certamente, io stavo per uscire ero qui, la porta era chiusa, se vuole passi pure, ma è inutile.... è impossibile.... non so....

— Oh! le pare, scusi....

L'intonazione delle mie parole fu tale che non lasciò adito a sospetto.

— Scusi, scusi — Disse due volte la guardia, avranno sbagliato, o sarà scappato per il tetto... chi sa, ora vedremo — E siccome loro salirono presto agli altri piani io richiusi.

Appena mi voltai ecco da una porta apparire la faccia esterrefatta della mia donna gonfia di paura e di dispetto, doveva sentirsi bruciare il pavimento sotto i piedi con quel tipo in casa, irata di fronte alla mia naturalezza, ma incapace di trovare la prima parola per la circostanza.