Perchè la lapide della mamma non era tutta scritta come quella degli altri morti? La zia aveva risposto che quando il dolore è vero e grande non si possono trovare tante parole. — E allora? — Avevano esclamato le bimbe — tutte quest'altre? — E alla loro tenerissima età avevano guardato quasi come un vecchio scettico le lunghe filastrocche, ed erano contente che la mamma fosse così tutta bianca, si riconosceva bene da lontano, si distingueva dalle altre con quelle tre parole sole in mezzo.
Quando scelsero la cappina per l'inverno, la vollero nera ad ogni costo. — La nostra passeggiata è sempre al camposanto, e al camposanto ci si va vestiti di nero. — Là incontravano tante persone vestite di nero cogli occhi rossi di pianto....
S'inginocchiavano una accanto all'altra, dicevano una preghiera tutta loro, una di quelle preghiere vere, che dovrebbero andare di volo dalle anime all'anima di chi porgesse orecchio ad ascoltarle. È facile pregare macchinalmente, con vecchie parole, e i monaci possono rimanere ore e ore ogni giorno biascicando le consuete frasi, ma se essi dovessero pregare colle parole loro, oh! non durerebbero che pochi minuti.
La preghiera di queste due bambine era una di quelle piccole cose fatte apposta per far versare fiumi di lacrime ai cuori teneri; ma che noi abbrevieremo per raccoglierne minor mèsse che ci sia possibile. Esse dicevano presso a poco così: «Piccolo Gesù, la signora maestra ci ha insegnato che tu risuscitasti dopo che eri morto, tu che sei tanto buono insegna alla nostra mammina che è qui sotto, come hai fatto, e allora lei ritornerà colle sue bambine». La vecchia zia dietro piangeva e guardava all'orizzonte sempre temendo di veder comparire la solita figura.
La signora vi si recava, e da lontano osservava la scena.
— Come sono punita! Quale cuore è più straziato del mio? Le mie creature sono lì, e piangono e pregano sulla mia tomba, ed io a pochi passi da loro non posso correre a rialzarle, abbracciarle e farle felici. E sento che la forza che mi tiene mi abbandonerà, che io non resisterò e non posso e non debbo andare!... Dio! come sono punita! Nessun cuore può essere più lacerato di quello colpito nell'amore dei suoi figli!
Ebbe un impeto di sdegno contro l'uomo che l'aveva sepolta.
— Ah! Tu mi hai uccisa e sepolta! Va bene! Sono morta, ma ancora in tempo per risuscitare!
La domenica, quando le fanciulle furono allo svolto che recava alla tomba della mamma, diedero insieme un grido, uno scatto, e una corsa. Sulla lapide, in piedi, immobile, c'era una bella signora vestita di nero, pallidissima, tutta coperta da un lungo velo nero.
— La mamma! La mamma! — gridavano — Gesù! Gesù! Le si avvinghiarono ed ella inginocchiata, se le stringeva, e piangeva e singhiozzava....