***

I bei frutti si maturavano rapidamente e i primi di essi, nella loro esuberante freschezza nei loro smaglianti colori parevano proprio dire: «coglieteci, non ci lasciate cadere». E la colonnella era il ricco ceppo ambulante che li sosteneva.

Era un po' difficile rompere il ghiaccio, non per quelle care e belle creature, ma per la bollente madre, essa godeva, fra chi non la conosceva bene, una fama del tutto sbagliata, la si considerava come una donna terribile, e, qualche volta, un tantino volgare; bastava conoscerla per convincersi che di terribile in lei non c'erano che le parole, e che tutto il suo essere si sintetizzava in una sola parola: salute. Era molto difficile meritare le sue strette ecco, e i suoi scappellotti, che noi dobbiamo considerare come le carezze di un affetto impetuoso e sincero.

Due tenenti di artiglieria, forti e bravi giovinotti, fraternamente e saldamente uniti, impossessatisi a volo dei cuori di Federica e di Guglielma, tentarono da eroi l'assalto alla fortezza; essa rispose al primo attacco con mitraglia, ma al bell'aspetto florido e gaio dei due tipi, e tenuto conto di un debole speciale per quell'arma, la fortezza si arrese.

— Quest'artiglieria deve essere il Rubicone della mia famiglia! Da bravi giovinotti! — E picchiando sopra le spalle dei saldi artiglieri colpi da camerata la colonnella decise la sorte delle sue due figlie maggiori.

— La mia non è più una casa, è un arsenale! Venite pure a vedere! Queste bestie di artiglieri mi fanno il finimondo! — Eppoi con un sorriso pieno di gioia — È pur sempre simpatico il rumore degli speroni! Gran bella cosa! E questa masnada di donne non poteva durare di più, io mi sarei data la testa nel muro! Venite a vedere, le mie piscione si maritano!

Una volta in casa, i fidanzati, messero un ameno scompiglio. Guida e Pietra si fecero un po' serie, un po' crucciate, sentivano di rimaner sole e si appartavano malinconiche. Il loro sangue vivace dava loro una naturale irrequietezza.

— Eccole, tutte in amore le mie gatte! A che cosa pensereste mai, voi, signore piscione che avete ancora il latte sulle labbra?

Si respirava però un'aria già di matrimonio generale.

— Chi può fare tali proposte onoratamente? Volete ch'io metta le mie creature nelle mani di un satiro? A quindici anni si debbono maritare le ragazze? Ma in che mondo viviamo?